La faccia tosta di Nikki Haley: l'ambasciata Usa a Gerusalemme non c'entra con le violenze a Gaza

L'ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite rilancia la linea oltranzista di Trump: è nostro diritto scegliere dove mettere l'ambasciata

Nikki Haley

Nikki Haley

globalist 15 maggio 2018

A volte provare un po’ di vergogna non farebbe male. Perché per difendere l’indifendibile ci vuole una bella faccia tosta: “Coloro che insinuano che le violenze a Gaza abbiano a che fare con la sede dell'ambasciata statunitense sbagliano di molto. Invece, le violenze sono di chi rifiuta l'esistenza dello Stato di Israele". Questo il commento dell'ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, Nikki Haley, davanti al Consiglio di Sicurezza attualmente in corso e incentrato sulla situazione a Gaza, dopo l'uccisione di 61 palestinesi da parte delle forze israeliane, nel giorno dell'apertura dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme.
Lo spostamento dell'ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme "era la cosa giusta da fare e riflette la volontà degli americani e il nostro diritto di scegliere il luogo della nostra ambasciata". "Inoltre, riflette anche la realtà, cioè che Gerusalemme è la capitale d'Israele", ha aggiunto Haley.