Il governo Orban è razzista. La fondazione Soros lascia Budapest

La Open Society si trasferisce a Berlino e accusa: "in Ungheria contesto politico e giuridico sempre più repressivo"

George Soros

George Soros

globalist 15 maggio 2018

La fondazione del miliardario americano George Soros si ritira dall'Ungheria come reazione all'intensa campagna ostile e anti immigrati messa in campo dal governo del primo ministro ungherese, il nazionalista Viktor Orban.
Dopo la vittoria elettorale e l'insediamento del nuovo parlamento, l'8 maggio scorso, il premier ungherese ha posto tra le priorità il cosiddetto pacchetto di leggi "anti-Soros" presentato a febbraio che, se approvato, imporrebbero un nulla osta di sicurezza nazionale e un permesso governativo a quelle Organizzazioni non governative, che il governo considera "a sostegno della migrazione".
Per questo la Open Society Foundations, Osf, la fondazione filantropica internazionale pro-diritti umani fondata da Soros la cui sede centrale è a New York, ha deciso di lasciare l'Ungheria.
"Di fronte a un contesto politico e giuridico sempre più repressivo in Ungheria - ha confermato l'addetto stampa della fondazione - Osf sposta le sue operazioni e il suo personale internazionale con sede a Budapest nella capitale tedesca, Berlino".
Una decisione che riflette lo scontro tra il governo di maggioranza assoluta del premier sovranista ungherese, Viktor Orbán, contro le Ong umanitarie che assistono i migranti nel paese magiaro. E soprattutto contro il tycoon americano di origini ebree ungheresi Soros, il quale assiste le Ong e ha a Budapest una università che l'esecutivo vuole chiudere e importanti uffici di Open society.
Orban, nell'ultima campagna elettorale, si era scagliato a più riprese proprio contro Soros, che a suo dire avrebbe approntato un disegno per sostituire la razza magiara facendo arrivare i migranti in massa nel Paese.
"Il governo ungherese - ha detto Patrick Gaspard, presidente di Open society - ha diffamato e descritto in modo distorto la nostra attività, con tattiche e modi senza precedenti nell'Unione europea. La fondazione, pur avendo deciso di chiudere la sede di Budapest, continuerà ad appoggiare ong e società civile in Ungheria nei campi della cultura, della libertà dei media, della lotta per la trasparenza, e nell'impegno delle ong a favore dell'istruzione e dell'assistenza sanitaria, specie dei ceti socialmente meno favoriti e dei migranti".