Gran Bretagna: Theresa May nel mirino della fronda dei conservatori

Sempre più in difficoltà il primo ministro per la lentezza dei negoziati per la Brexit e le elezioni di giugno. Mancano poche firme per una nuova mozione di sfiducia

Theresa May

Theresa May

globalist 12 novembre 2017

Sarebbero ormai una quarantina i parlamentari conservatori che spingono per convincere il primo ministro britannico, Theresa May. non condividendone le politiche, a farsi da parte. Lo sostiene l'edizione domenicale del Times, che comunque precisa che mancherebbero una mezza dozzina di firme in calce al documento che potrebbe mettere Theresa May nelle condizione di doversi difendere dalla seconda mozione di sfiducia nell'arco di pochi mesi.
Se la mozione dovesse essere accolta, il primo ministro sarebbe costretta a dimettersi per passare la mano ad un suo compagno di partito che la sostituirebbe al numero 10 di Downing Street senza quindi passare per nuove elezioni.
Il partito conservatore è, nell'evidenza dei fatti, più debole sia per l'esito negativo delle elezioni parlamentari dello scorso 8 giugno, sia perché i negoziati con Bruxelles sulla Brexit proseguono a ritmi molto lenti. Alle difficoltà politiche se ne sono aggiunte altre certamente inattese, come le dimissioni di due membri dell'esecutivo: Michael Fallon, titolare della Difesa, dopo le accuse di cattiva condotta sessuale, e Priti Patel, responsabile dello Sviluppo internazionale, che ha ammesso di avere avuto incontri segreti e non autorizzati con alti funzionari israeliani.