L'ex body guard rivela: i russi offrirono a Trump cinque donne in hotel

Keith Schiller, ha parlato alla commissione intelligence della Camera. L'episodio nel 2013 a Mosca dove c'era Miss Universo. Ma il miliardario rifiutò

Trump e Putin

Trump e Putin

globalist 9 novembre 2017

Un altro tassello della spy story: l'ex assistente personale e bodyguard di Donald Trump, Keith Schiller, ha raccontato alla commissione intelligence della Camera di aver rifiutato un'offerta dei russi di inviare cinque donne nella camera d'albergo moscovita in cui alloggiava il tycoon.
Era il 2013 e il tycoon si trovava nella capitale russa per il concorso di Miss Universo.
Schiller ha spiegato di aver riferito dell'episodio a Trump che si mise a ridere prima di entrare nella sua stanza d'hotel. Poco dopo l'assistente si allontanò.
La storia coincide con quella contenuta nel famoso dossier anti-Trump dell'ex spia britannica, Christopher Steel.
Sul fronte Russia-gate la storia non aggiunge molto se non che Trump fosse un oggetto di interesse dell'intelligence russa che anche con questi metodi sperava di agganciarlo.
Diverse fonti - riporta la Cnn - spiegano che l'offerta di inviare delle donne nella stanza d'albergo di Trump arrivò da un uomo che si accompagnava con Emin Agalarov, nota pop star figlia di un miliardario oligarca di origini azere molto vicino al leader del Cremlino Vladimir Putin. Fu proprio con Agalarov che Trump lavorò per portare la manifestazione di Miss Universo a Mosca.