Westminster a luci rosse, coinvolto anche il numero due di Theresa May

Lo scandalo degli abusi nel Parlamento inglese: orge, prostitute, stupri. Nella lista figurano Damien Green, il vice premier, e Mark Garnier che chiamava la sua assistente "tette di zucchero"

Londra, lo scandalo del Parlamento

Londra, lo scandalo del Parlamento

globalist 31 ottobre 2017

Westminster, lo scandalo inglese a luci rosse tracima. Abusi, violenze, orge nella sede del Parlamento britannico.  Il primo della lista sarebbe Mark Garnier, sottosegretario al commercio internazionale di Sua Maestà. Lei, Caroline Edmondson, è la sua segretaria. Lui, quando aveva le voglie, la chiamava "Sugar tits", tette di zucchero. Poi la invitava/costringeva a comperargli giocattoli sessuali. E non basta:  nelle camere alte di Westminster, secondo la denuncia accadeva di tutto. Coinvolti sarebbero nomi che scottano. A cominciare da Damian Green, il numero due del governo di Theresa May.  Lo rivela il Mail online pubblicando una immagine della lista con numerosi omissis che secondo indiscrezioni comparse sui social media riguarderebbero altri ministri di primissimi piano, sia uomini sia donne. Il nome del First Secretary of State, una sorta di vice premier, viene associato al noto sito di scambisti Ashley Madison.


Prostitute. Orge. Assistenti (almeno due) rimaste incinte. Lo scandalo coinvolgerebbe anche il labour di Corbyn. Ben quattro deputati sarebbero stati accusati di aver molestato giovani donne.E ci sarebbe anche una «importante parlamentare inglese accusata di avere avuto relazioni sessuali extraconiugali con giovani ricercatori».
Il Times ha ieri dato conto dell'esistenza di un dossier con «accuse straordinarie e non verificate» a 15 ministri e più di 20 deputati negli ultimi cinque anni. Numerosi sono anche i casi di donne di potere che hanno tenuto comportamenti predatori, fra cui una «importante parlamentare inglese accusata di avere avuto relazioni sessuali extraconiugali con giovani ricercatori».
E ora i nomi iniziano a circolare: oltre a Mark Garnier, quello delle "tette di zucchero, ci sarebbero il deputato Stephen Crabb e altri due membri della Camera dei Comuni, Justin Tomlinson e Steve Double, accusati entrambi di relazioni inappropriate con ricercatrici  e molestie sessuali. Mentre il Telegraph online  pubblica altri cinque nomi, sempre di Tory, fra cui quello della ministra degli Interni, Amber Rudd, a cui viene attribuita una relazione con un collega, e quello dell’ex presidente del partito conservatore, Grant Shapps, per una "scappatella" extraconiugale.


Theresa May promette tolleranza zero. Ma, come al solito, è arrivata tardi.