Ecco i muri di Trump in California: pagati 20 milioni di dollari

Otto prototipi di barriere testati a San Diego. Alti nove metri, con le estremità appuntite. Ma al capo della Casa Bianca non basta e chiede al Congresso un miliardo e mezzo per recintare ancora

I muri di Trump a San Diego

I muri di Trump a San Diego

globalist 20 ottobre 2017

Muri che separano, dividono, chiudono, allontanano. Quanti ne conosciamo? Quante frontiere del mondo sono delimitate? Come se non bastessero quelli che già ci sono, a San Diego in California, al confine con il Messico, si fanno prove di nuovi blocchi. Otto prototipi hanno fatto la loro comparsa sono in cemento, in acciaio e cemento e uno di essi presenta estremità appuntite. Sono alti oltre nove metri e il governo statunitense, in particolare l'ente che si occupa della protezione dei confini, ha pagato venti milioni di dollari a sei imprese di costruzione del Mississippi, Maryland, Alabama, Texas e Arizona che hanno tempo fino a fine mese per presentare i prototipi completi. Poi si deciderà quale scegliere.


Ora a San Diego c'è una recinzione alta poco più di tre metri, e qui continuano ad arrivare i migranti che scavalcano arrampicandosi sulle grate. Secondo gli agenti del Border Patrol, in media a San Diego vengono fermati una settantina di illegali al giorno.


La costruzione del muro per proteggere i confini americani è stata uno degli elementi chiave della campagna elettorale del presidente degli Usa Donald Trump. Attualmente la sua amministrazione ha chiesto al Congresso un finanziamento di oltre un miliardo e mezzo di dollari per costruire una barriera di quasi 120 chilometri, la maggior parte della quale nel sud del Texas.