Come Sturmtruppen: sui migranti l'Austrietta del ministro Kurz sbatte i pugni

La pretesa di lasciare a Lampedusa i migranti soccorsi in mare: una battuta detta con i toni seri della politica

L'Austria di Kurz e il braccio di ferro sui migranti

L'Austria di Kurz e il braccio di ferro sui migranti

Onofrio Dispenza 20 luglio 2017

Non riesco e non voglio immaginare come sarà scritta la Storia dell'Uomo nel capitolo sulla tragica migrazione che viviamo. In realtà, per come vanno le cose penso che non ci saranno più libri e lettori, considerando la china che l'umanità sta prendendo, scivoloso e ripido pendio verso la cattiveria più estrema e una sostanziale e ineluttabile ignoranza autolesionista. Certo è che, se resterà qualcosa, alla fine di questa sciagurata parabola dell'umanità, se qualcuno scriverà mai questa storia e se ci saranno lettori, al signor Sebastian Kurz spetterà un passaggio lieve, un paragrafo quasi fatto apposta per risollevare col sorriso il lettore, arrivato a Kurz frastornato dal numero infinito di errori ed orrori.
Non cado nel facile luogo comune incastonando il ministro degli Esteri di Vienna in una striscia di Sturmtruppen, non farò presente al simpatico Sebastian che parla da un Paese che è poco più di un vasto condominio, non gli consiglierò di apprendere qualche elemento fondamentale di geografia , di attrezzarsi con una di quelle rocchette da geometra per misurare i terreni, non gli consiglierò di trovare tra l'usato un vecchio libro di Estimo. No, la sua "pretesa" - espressa al nostro governo - di lasciare a Lampedusa ogni uomo, ogni donna, ogni minore, ogni neonato recuperato in mare la prendiamo come una battuta sciocca, dettata - poveri noi, povera umanità - dall'elezione alle porte. Una di quelle alle quali avrebbe risposto bene solo Totò:"Ma mi faccia il piacere!".