Paragonare un calcio di rigore allo stupro? Benatià dopo la partita perde anche la faccia

Consiglio al ragazzo di farsi una chiacchierata con chi uno stupro lo ha subito. Solo per comprendere meglio la differenza tra una violenza inaudita e disumana e una semplice partita persa.

Medhi Benatia

Medhi Benatia

globalist 12 aprile 2018

Ok la delusione, l'amarezza e la rabbia. Perdere non è mai bello, soprattutto se sei la Juventus che non è abituata alle sconfitte e ai rigori contro. Possiamo sopportare di sentire che questi super pagati giocatori siano sotto choc il giorno dopo la serata al Santiago Bernabeu, dove il gol subìto su rigore al 96' ha fatto sfumare l'impresa - quasi compiuta -infrangendo il sogno della semifinale in Champions, anche se la reazione sembra un po' esagerata.


Ma poi dopo le parole un po' forti di Buffon che forse doveva dimostrare più maturità arrivano quelle imperdonabili di Medhi Benatia, protagonista dell'episodio chiave, un contatto in area con Lucas Vazquez costato il calcio di rigore, non ci sta. "È uno stupro, cosa vuoi che ti dica? È uno stupro", dice dopo il match ai microfoni di RMC Sport.fr. 


Ecco non c'è molto da scrivere e da commentare. Consiglio al ragazzo di farsi una chiacchierata con chi uno stupro lo ha subito. Solo per comprendere meglio la differenza tra una violenza inaudita e disumana e una semplice partita persa. Le parole sono importanti.