Addio a Luigi Necco, raccontò Napoli e il Napoli

Cronista scomodo fu gambizzato dalla camorra. Era anche un appassionato di archeologia

Luigi Necco

Luigi Necco

globalist 13 marzo 2018

Un volto storico del giornalismo, famoso per Novantesimo minuto ma soprattutto un grande cronista: è morto all'ospedale Cardarelli di Napoli Luigi Necco, il popolare giornalista napoletano volto storico di 90° minuto negli anni degli scudetti del Napoli di Maradona. Avrebbe compiuto 84 anni a maggio. A stroncarlo una grave insufficienza respiratoria. Nato in un vicolo del quartiere Sanità di Napoli, Luigi Necco è ricordato per i celebri collegamenti dallo stadio San Paolo e per espressioni quali “Milano chiama, Napoli risponde”. Indelebile anche l'intervista a Maradona, ai Mondiali messicani del 1986, al termine della gara vinta dall'Argentina contro l'Inghilterra. “La mano de Dios o la cabeza de Maradona”, chiese Necco riferendosi al primo gol di Diego. “Las dos” (Tutte e due), rispose El Pibe de Oro.
A fine anni Novanta ha condotto per qualche mese anche “Mi manda Raitre”, dopo l’addio di Antonio Lubrano. Quindi il passaggio a Mediaset, dove si è occupato delle dirette dai campi per “Buona Domenica”. Infine il passaggio a Canale 9.

Appassionato di archeologia, per moltissimi anni si è dedicato alla ricerca del tesoro che il
celebre archeologo Heinrich Schliemann aveva trovato a Troia nel 1873 e che ufficialmente i tedeschi davano per distrutto nei bombardamenti a Berlino nel 1945.

Il 29 novembre 1981 il giornalista subì un attentato camorristico e venne gambizzato in un ristorante di Avellino per mano di tre uomini inviati da Vincenzo Casillo, detto ‘O Nirone, luogotenente di Raffaele Cutolo fuori dal carcere. Pochi mesi prima Necco a 90° minuto aveva parlato dell’incontro fra il presidente dell’Avellino Antonio Sibilia, accompagnato dal calciatore brasiliano Juary, con lo stesso Cutolo, in una delle udienze del processo al boss. Durante una pausa dell’udienza Sibilia saluta il boss con tre baci sulla guancia e fa consegnare dal calciatore medaglia d’oro con dedica “A Raffaele Cutolo dall’Avellino calcio”. Il gesto però fece scalpore, e Necco ne parlò durante la trasmissione televisiva.