Il campionato ha nell'Inter la nuova capolista, ma la Juve è tornata

I nerazzurri passeggiano sul Chievo in attesa dello scontro diretto con in bianconeri. Gattuso riesce nel miracolo di rianimare il Benevento. Bene anche la Lazio, che batte a domicilio la Samp

Mister Spalletti

Mister Spalletti

globalist 4 dicembre 2017

La giornata del campionato che si conclude questa sera, dopo i due posticipi, qualche cosuccia l'ha detta. La prima e forse più evidente, che, finalmente, in testa c'è un pizzico d'incertezza in più rispetto al passato recente, quando il torneo era sin dall'inizio fagocitato dai bianconeri. Che restano ancora forse i più accreditati per la vittoria finale, per forma mentale e solidità dell'impianto (leggi: panchina lunghissima). Espugnare il San Paolo non era - ne sarà, per il resto del campionato - una impresa facile, ma la Juve lo ha fatto, dimostrando che forse ha raggiunto il punto di equliibrio dell'impegno che deve spendere tra i due fronti più importanti della stagione (la coppa Italia, pur se prestigiosa, sembra il sorbetto alla fine di una pantagruelica cena). Ma, è giusto chiedersi, troppo forte la Juve o il Napoli è mancato nel primo vero banco di prova del campionato? Al di là delle continue (ed ora cominciano ad essere anche troppo scontate) critiche di Sarri, che vengono formulate solo quando non fa risultato, il Napoli deve ritrovarsi e capire se la stanchezza è solo fisica. Ma il campionato ha avuto ieri altre due protagoniste, che nessuno accreditava come tali all'inizio della stagione. La prima è, senza dubbio l'Inter, che ieri ha sbianchettato il Chievo con cinque gol a zero. Ma non è la vittoria a sorprendere, quanto il fatto che l'Inter comincia anche a giocare bene e di squadra. Come, ed è solo un esempio, ha fatto vedere Skiniar che ha segnato un gol alla fine di un'azione bellissima, ma è stato molte volte in avanti, a conferma della bontà di un assetto che ha perfettamente assorbito le assenze di Miranda, Vecino e Gagliardini. E il prossimo scontro, a Torino, tra Juve e Inter sarà di quelli da non perdere. Un paio di gradini più in giù in classifica, c'è la Lazio di Simone Inzaghi, che ha espugnato il Marassi blucerchiato con una partita cominciata in salita e complicatasi parecchio nel prosieguo. Ma i laziali sembrano ormai essere entrati nell'abito mentale della grande squadra che non può permettersi di subire un risultato senza reagire.
E poi c'è il Milan, ieri di Montella oggi di Gattuso. L'ex mediano, in appena una settimana, è riuscito nel ridare la sua grinta e la sua determinazione ad una squadra che veniva da una serie di prestazioni al limite dello sconcertante. E stiamo parlando del Benevento che, dopo un interminale filotto di sconfitte, ha ottenuto il primo punto - al 94' e col portiere: un vero incubo per chi prende gol in queste circostanze - davanti ad una squadra fatta (nella mente di Fassone e Mirabelli) per decidere cosa vincere prima, se un posto in Champions o il campionato.
Una considerazione bisogna farla per il Torino, eterno incompiuto, che proprio non riesce a vincere. Ogni anno si dice che i granata saranno la sorpresa, che faranno questo o quello, ma ci si ritrova sempre ad assistere a campionati grigi, nonostante la spinta mediatica che, ormai da qualche anno, il Torino può vantare. Poi grigio pareggio tra Bologna e Cagliari e squillante vittoria della Fiorentina sulle macerie del Sassuolo, che deve stare molto attento, come devono fare tutti coloro che alimentano sogni di gloria non avendone motivo.