Ventura verso la sfida decisiva con la Svezia, con poche certezze e tanti timori

Il ct Ventura potrebbe scegliere un modulo con la difesa a tre, centrocampo a cinque e due punte, Zaza ed Immbile, con Insigne inevitabilmente ai margini

Il ct dell'Italia Ventura

Il ct dell'Italia Ventura

globalist 8 novembre 2017

Gian Piero Ventura sembra avere scelto i suoi undici per l'andata dello spareggio mondiale con la Svezia, anche se il modulo resta ancora da mettere a punto. Si va, comunque, verso un 3-5-2, passibile di trasformarsi, in corso d'opera, in un 3-4-1-2 a seconda di come si evolverà la partita. Che resta difficile non tanto per la sua importanza intrinseca, quanto perchè gli azzurri arrivano allo scontro con gli svedesi non al massimo della forza e, soprattutto, non con quella chiarezza tecnica che ci si doveva spettare giunti all'epilogo di un lavoro di due anni. Questa Italia, purtroppo per lei, vive di poche certezze (Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli, De Rossi, Candreva) e questo certo non aiuta a trovare l'equilibrio necessario per venire a capo di una pratica che, in altre epoche, avremmo risolto non dico con le riserve, ma quasi. La Svezia, che non ha fenomeni (ma, se per questo, nemmeno noi, se si eccettua Buffon), gioca da sempre con lo stesso modulo, il


4-4-2, che ormai va a memoria e con automatismi consolidati.
Oggi, invece, questa Italia appare in balia dei tentennamenti del suo commissario tecnico che, a dispetto dell'età e dell'esperienza, non mostra quella personalità necessaria in scontri alla ''vinci o sei fuori''.
Ripescare dopo due anni, come lui ha fatto, Simone Zaza se è un segno del suo non integralisnmo, dall'altro appare come un controsenso perchè chiama a guidare l'attacco nelle due partite più importanti dell'anno un giocatore che è stato ''espulso'' a furor di popolo dal club Italia dopo l'imbarazzante balletto pre-rigore con la Germania.


Da quegli infausti giorni Zaza è cresciuto (gli sta facendoi bene la cura spagnola) , ma forse caricarlo del ruolo di salvatore della patria, sebbene in coabitazione con Ciro Immobile, è chiedergli troppo. La scelta del modulo con le due punte, giocoforza, relativizza l'apporto di Insigne che rischia, se dovesse giocare, di restare al largo di qull'area che, negli ultimi mesi, lo ha visto sempre più protagonista, sebbene con due comprimari del calibro di Callejon e Mertens.