Sapelli, il premier mancato si autocelebra: mi hanno fermato le oligarchie Ue

L'economista racconta anche l'incontro con Di Maio e Salvini: "Non è stata una cena ma un lungo incontro di due ore e mezza, domenica sera. Nessuno veto su di me dal Quirinale"

Giulio Sapelli

Giulio Sapelli

globalist 15 maggio 2018

"Lo stop non è arrivato dal Quirinale, ma sul Quirinale dalle oligarchie europee. E il Quirinale ha recepito". Così l'economista Giulio Sapelli ha parlato della sua candidatura a premier proposta dalla Lega e caduta nel giro di poche ore.
"Ho sentito Matteo Salvini - ha raccontato Sapelli a Radio Capital - mi ha detto 'purtroppo non ce la facciamo, mi dispiace, grazie'. Dopo l'incontro che ho avuto con loro ero certo che sarebbe finita così".
Sapelli ha anche parlato dell'incontro con Salvini e Di Maio. "Non è stata una cena - ha detto l'economista - ma un lungo incontro di due ore e mezza, domenica sera. Prima sono stato interpellato da Salvini e Giorgetti. Poi sono stato invitato a una riunione con i due leghisti e Di Maio e Spadafora. Mi è stato illustrato il programma, e poi me l'hanno inviato via mail".
E sarebbe stato proprio il programma di Lega e M5s, promosso da Sapelli, a far intervenire Bruxelles. "Mi è sembrato molto ragionevole. E aveva come inizio - ha ricordato l'economista - la conditio sine qua non per salvare questo paese dalla catastrofe: rinegoziare i trattati europei. Una rinegoziazione senza strappi unilaterali, per eliminare il fiscal compact o almeno attutirne le conseguenze. Su questo sono d'accordo non al cento ma al mille per cento". E proprio questo punto sarebbe stato per Sapelli il motivo dello stop arrivato da Bruxelles.
Infine una considerazione sui due partiti impegnati nella trattativa per la formazione del governo. "La Lega - ha detto Sapelli - è' un partito che sa cosa vuole, il M5S è un aggregato interessante che rappresenta gli ultimi, il popolo degli abissi, ma che è più allo stato peristaltico, e quindi sente le pressioni in modo più plastico. Hanno stili politici profondamente diversi. Penso che per reggere le resistenze che si stanno esercitando bisognerebbe avere avanti due partiti, e non un partito e un movimento. Un partito può resistere alle pressioni, un movimento peristaltico è molto più suscettibile". Sapelli, infine, ha aggiunto di non essere dispiaciuto. "E' stata un'esperienza scientifica interessantissima". E se ci dovessero ripensare? "Gli esperimenti scientifici vanno bene una volta, se fatti bene. E questo è stato fatto benissimo".