Stupidità e incuria: in quattro sedute sul trono dei Borboni per un selfie

La stanza del Palazzo Reale di Napoli è interdetta al pubblico ma è stata violata. Chi doveva sorvegliare

Il selfie sul trono dei Borboni a palazzo Reale

Il selfie sul trono dei Borboni a palazzo Reale

globalist 15 maggio 2018

Inciviltà e incuria. Un mix di stupidità e menefreghismo. Le foto ricordo nella Sala del Trono di Palazzo Reale, a Napoli, fanno scoppiare l'ennesima polemica sulla "mancanza di rispetto per Napoli e per il suo patrimonio monumentale". La stanza, infatti, con il trono ottocentesco su cui sedettero gli ultimi Borboni, re Ferdinando II e Francesco II, interdetta al pubblico, è stata violata da quattro partecipanti, munite di tacco 12, all'evento Wine and the city 2018. "Chi doveva sorvegliare?", si chiede il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che su Facebook denuncia l'accaduto, pubblicando le immagini della discordia.
"Sedute in 4 sul trono di #PalazzoReale a #Napoli a farsi foto", si apre così il post di denuncia. "Possibile che nessuno le abbia fermate, mettendo a rischio tappeti e trono che sono interdetti al pubblico?", è la domanda. "Una cosa è aprire i monumenti e i musei per raccogliere fondi utili a preservarli e a garantire costi bassi per i biglietti, ben altro, invece, è mettere a rischio quelle strutture e quel che contengono", continua.
Così Borrelli e il conduttore radiofonico Gianni Simioli rendono noto che "nel corso dell’evento Wine and the city 2018, tenutosi nell’ambulacro di Palazzo Reale in piazza del Plebiscito, alcune partecipanti alla cena hanno pensato bene, per farsi delle foto da pubblicare sui social, di percorrere la Sala del Trono, passando sui tappeti antichi con i tacchi, per andarsi poi a sedere in quattro sul trono stesso, oltrepassando tutte le barriere di protezione e mettendo a rischio tappeti e trono".
“Quel trono, quello su cui sedettero re Ferdinando II e Francesco II, gli ultimi sovrani borbonici del Regno delle due Sicilie, realizzato negli anni Quaranta dell’Ottocento e circondato da un baldacchino settecentesco di velluto rosso, è stato oggetto di un restauro durato due anni e solo nell’aprile del 2017 è tornato nella Sala del Trono", si legge ancora nel post.
"Andarsi a sedere su quel trono, tra l’altro, è un comportamento non solo vietatoma anche di pessimo gusto che dimostra ancora una volta come certa gente non abbia alcun rispetto per Napoli e per il suo patrimonio monumentale", è l'accusa.
"Chiediamo a chi avrebbe dovuto garantire il controllo della Sala del Trono di capire come sia stato possibile che quelle donne abbiano attraversato le zone protette", si conclude, ribadendo che "aprire gli spazi museali, compresi i palazzi reali, a eventi privati per aumentare le entrate va benissimo, ma bisogna garantire sempre e comunque la sicurezza dei beni storici e artistici soprattutto da certe persone che non hanno alcun rispetto per la città".