Savona censura l'arte. Cʼè un convegno sullʼIslam: "vestita" la statua di Epaminonda nudo

La replica della comunità musulmana valbormidese e della federazione islamica della Liguria: "Nessuna censura, ma stonava con lʼambientazione marocchina"

La statua di Epaminonda nudo

La statua di Epaminonda nudo

globalist 16 aprile 2018

Doveva essere un convegno sul dialogo interreligioso quello organizzato dalla confederazione islamica italiana insieme alla federazione islamica ligure, in un teatro di Cario Montenotte, nell'entroterra savonese, ma è presto diventato pretesto per polemiche sull'intolleranza fra differenti culture. Un drappo rosso è stato posto su una statua ottocentesca, "La morte di Epaminonda", opera dell'artista Giuseppe Dini dedicata al politico e condottiero tebano.






"Hanno coperto Epamindonda", ha scritto sui social Mario Capelli Steccolini, restauratore dell'opera oggetto di temporanea censura. "Sia chiaro Epamindonda è stato coperto dai musulmani per esigenze cerimoniali", ha spiegato riferendo di avere anche provveduto personalmente a spostare un quadro "su richiesta" degli organizzatori musulmani che raffigurava una donna con la schiena scoperta.
"Nessuna censura", ha replicato Chams Eddine Lahcen, presidente della comunità musulmana valbormidese e della federazione islamica della Liguria. "Ho coperto io la statua ma soltanto per esigenze cerimoniali e per poche ore. Stonava con l'ambientazione marocchina. Il nostro Islam è moderato questa polemica ci ferisce. Abbiamo organizzato un dialogo interreligioso per avvicinare tutti. Non ci permettiamo di coprire statue per motivi culturali", ha sottolineato negando di avere chiesto lo spostamento del quadro.
Minimizza il sindaco di Cairo Montenotte Paolo Lambertini che parla di "malinteso". "La comunità islamica ha affittato una sala per un evento volto a favorire l'integrazione", ha osservato.