Contagiò 32 donne con l'Hiv: condannato a 24 anni per lesioni gravissime

Valentino Talluto chiedeva rapporti non protetti ma sapeva di essere sieropositivo. Il pm aveva chiesto l'ergastolo

Valentino Talluto

Valentino Talluto

globalist 27 ottobre 2017

Una condanna molto dura, anche se non l'ergastolo chiesto dal pubblico ministero: Valentino Talluto, il trentenne accusato di aver contagiato con l'Hiv 32 persone tra cui molte sue ex partner, è stato condannato a 24 anni di carcere. Lo hanno deciso i giudici della III Corte di d'Assise di Roma dopo oltre 10 ore di camera di consiglio. Caduto il reato di epidemia dolosa.
L'uomo al momento della lettura della sentenza non ha avuto reazioni, mentre le vittime si sono abbracciate piangendo. I giudici hanno riconosciuto nei confronti dell'"untore" il reato di lesioni aggravate. La Procura aveva chiesto la condanna all'ergastolo.
"Questa sentenza fa giurisprudenza perché non c'è mai stato alcun precedente in materia - sostiene la pm Elena Neri - anche perché nessuno ha mai fatto quello che ha fatto Talluto".
Complessivamente a Talluto vengono attribuiti 57 episodi, 32 di contagio diretto o indiretto e 25 scampati grazie alla presenza di anticorpi. Secondo l'accusa l'uomo avrebbe infettato a partire dal 2006 le sue partner con rapporti sessuali non protetti. Un modus operandi andato avanti per anni e che ha riguardato, in alcuni casi, anche ragazze minorenni.
Talluto, secondo l'accusa, sapeva di essere sieropositivo ma non ne informava le donne con cui aveva incontri sessuali. Partner che spesso venivano "agganciate" via internet, tramite chat. A tutte chiedeva di non usare il profilattico, per provare maggior piacere durante i rapporti, e tante lo accontentavano.
L'indagine, avviata dal pm Francesco Scavo e poi ereditata da Elena Neri, ha portato alla luce una vicenda "sconcertante". All'inizio non è stato facile per gli inquirenti delineare i contorni della vicenda, visto il vasto numero di persone coinvolte, anche in modo indiretto, nell'infezione, e per l'atteggiamento dell'imputato che non ha mai collaborato e ha reso false dichiarazioni.