L'Asia a rischio desertificazione: i ghiacciai himalayani diminuiranno di un terzo entro il 2100

Secondo uno studio pubblicato su Nature la portata dei fiumi potrebbe diminuire drasticamente, con pesanti ripercussioni sullʼeconomia regionale

I ghiacciai himalayani

I ghiacciai himalayani

globalist 14 settembre 2017

I ghiacciai himalayani perderanno almeno un terzo della loro massa entro la fine del secolo, mettendo a rischio l’approvigionamento idrico di milioni di persone. Lo riferisce uno studio, pubblicato dal settimanale Nature, sugli effetti del riscaldamento globale nell'area compresa tra Cina, Bhutan, India, Nepal e Pakistan.


A rischio le riserve idriche - Le montagne dell’Himalaya ospitano la più grande riserva di ghiaccio dopo l’Artite e l’Antartide. L'aumento delle temperature potrebbe diminuire la portata del Gange, dell’Indo e del Brahmaputra, i grandi fiumi da cui dipendono le popolazioni che vivono nelle regioni a valle. Particolarmente preoccupanti le possibili ricadute sulla Cina e gli altri Paesi del sud asiatico che, secondo gli esperti, potrebbero essere colpiti da piogge torrenziali e perdere parte delle riserve d’acqua destinate alle centrali elettriche e all’irrigazione dei campi.
I cambiamenti climatici - La previsione elaborata dai ricercatori presuppone che le potenze mondiali riescano a limitare l’aumento delle temperature medie, assestandolo a +1.5 gradi centigradi rispetto al periodo preindutriale. Si tratta, dunque, dello scenario più roseo, ottenibile soltanto attuando l’accordo sul clima siglato a Parigi nel 2015. In quell’occasione, quasi 200 Paesi si impegnarono a contenere il riscaldamento globale "ben al di sotto" dei 2 gradi e di "sforzarsi" di non superare il grado e mezzo. Una sfida difficile visto che, secondo gli scienziati, la Terra si è già riscaldata di circa un grado. Secondo un precedente studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, le probabilità di successo non superano il 5 per cento.
Un terzo di ghiaccio in meno entro il 2100 - Se gli obiettivi della Conferenza di Parigi fossero raggiunti, circa il 36% dei ghiacciai himalayani scomparirebbero entro il 2100. Ma se la situazione dovesse peggiorare, le conseguenze sarebbero ancora più importanti: un aumento delle temperature di 3.5 gradi porterebbe alla perdita del 49% dei ghiacci, percentuale che salirebbe al 51% e al 65% qualora si verificasse una crescita di 4 e 6 gradi rispettivamente.
Gli effetti del riscaldamento - La ricerca evidenzia che le montagne dell’Asia si stanno riscaldando più rapidamente del resto del pianeta. E se, come sembra probabile, gli accordi non dovessero raggiungere gli obiettivi sperati, alla fine del secolo la crescita delle temperature potrebbe toccare i tre gradi. Un cambiamento che comporterebbe l'innalzamento del livello del mare, fenomeni atmosferici estremi, siccità e inondazioni ricorrenti.
La lotta contro il tempo - "Anche se le temperature si stabilizzassero sui livelli attuali, i ghiacciai continuerebbero a ritirarsi per decenni", sottolineano i ricercatori. Per farli sopravvivere "è essenziale minimizzare il riscaldamento globale", impegnandosi a rispettare gli accordi sul contrasto al cambiamento climatico.