Boom della coltivazione di canapa in Italia: in 5 anni terreni aumentati di dieci volte

La nuova frontiera, sottolinea Coldiretti, è la cannabis light: dalla coltivazione e vendita di piante a basso contenuto di Thc un giro d'affari di oltre 40 milioni di euro

Boom della coltivazione di canapa in Italia

Boom della coltivazione di canapa in Italia

globalist 9 maggio 2018

La canapa non conosce crisi. Anzi in Italia si registra un vero e proprio boom: nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018. E nelle campagne si moltiplicano le esperienze innovative, con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall'olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a semi, fiori per tisane, pasta, biscotti e cosmetici.
E' quanto emerge dallo studio Coldiretti 'La new canapa economy' presentato al Seeds&chips 2018 di Milano, dove è stata allestita una mostra sui mille usi di una delle piante più versatili dell'agricoltura.
Tantissime le varianti della canapa messe in mostra dai giovani imprenditori di Coldiretti. Dai biscotti ai taralli, dal pane alla farina, fino all'olio: prodotti le cui proprietà benefiche sono state riconosciute dal ministero della Salute, dall'Oms e da numerose ricerche. Ma c'è anche chi usa la canapa per produrre ricotta, tofu, una bevanda vegana o anche la birra.
Dalla canapa si ricavano anche oli usati per la cosmetica, resine e tessuti naturali sia per l'abbigliamento che per l'arredamento. E c'è anche chi ha utilizzato la canapa per produrre eco-mattoni per la bioedilizia e chi propone il pellet di canapa per il riscaldamento che assicura una combustione pulita.
La nuova frontiera è però la cannabis light, con la coltivazione e vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) che potrebbe sviluppare un giro d'affari potenziale stimato in oltre 40 milioni di euro.
"Un boom - ha sottolineato Coldiretti - spinto dall'approvazione della legge numero 242 del 2 dicembre 2016 recante 'Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa' che ha disciplinato il settore. Con la nuova norma non è, infatti, più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate. La percentuale di Thc nelle piante analizzate potrà inoltre oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l'agricoltore".
Un discorso a parte riguarda la coltivazione della cannabis a uso terapeutico, che potrebbe generare un giro di affari di 1,4 miliardi e garantire almeno 10mila posti di lavoro, riducendo la dipendenza dall'estero. Attualmente è prodotta nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, dove si punta peraltro ad aumentare la produzione, passando dagli attuali 100 chilogrammi l'anno a circa 300.
"Il boom della coltivazione della canapa - ha detto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - è un’ottima dimostrazione della capacità delle imprese agricole di scoprire e sperimentare nuove frontiere e soddisfare i crescenti bisogni dei nuovi consumatori. Proprio da queste esperienze di green economy si aprono opportunità di lavoro nelle campagne che possono contribuire alla crescita sostenibile e alla ripresa economica ed occupazionale del Paese".