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mercoledì 8 marzo 2017 12:04
La violenza sulle donne non è solamente fisica ma si declina in uno spettro variegatissimo di comportamenti.
La terra dei papi


Nel nome del Padre

L'ossessione di papa Francesco per lo zolfo

Gli abusi? Tutta colpa del diavolo, scrive il pontefice nella sua premessa al libro autobiografico della vittima di un prete pedofilo. E pare che secondo Repubblica ci sia del vero.

Federico Tulli
lunedì 13 febbraio 2017 11:22

Non più tardi di una settimana fa ricordavo nel mio blog che secondo papa Francesco il diavolo esiste ed è persona. Questa convinzione è un punto fermo della "nuova" Chiesa di Bergoglio. Dopo aver citato il demonio ben quattro volte nei primi dieci giorni del suo pontificato, Francesco lo ha nominato con cadenza regolare nelle sue omelie. "Vedendo" il diavolo in tutti gli scandali che hanno colpito la Chiesa dall'interno, il papa gesuita gli ha attribuito la responsabilità degli affari illegali targati Ior, della pedofilia clericale, delle guerre intestine che minacciano la stabilità della Curia, delle fughe di notizie riservate sulla Santa Sede. Ma Satana per il papa definito "rivoluzionario" (in primis, dalla sinistra subatomica italiana) è anche il «padre delle guerre». Di più, «è il padre dell'odio, delle bugie, delle menzogne, perché non vuole l'unità» tra gli esseri umani. E questo lo ha detto ad alcuni bambini durante una visita alla parrocchia di San Michele Arcangelo nel 2015 terrificandoli. Secondo papa Francesco, tutti i bambini sono indemoniati: «Quando voi sentite nel cuore odio, gelosia, invidia state attenti perché viene dal diavolo; quando sentite la pace, viene da Dio» ha detto loro. Si tratta di una citazione degli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola - "l'uomo vive sotto il soffio di due venti, quello di Dio e quello di Satana" - e bastano un po' di buon senso e un pizzico di sensibilità per intuire il terrore che la violenza di questa concezione perversa della realtà umana può incutere in un bimbo di sei anni. Ma nessuno si è pubblicamente indignato con Bergoglio. Quindi eccolo candidamente entrare nel libro autobiografico di una vittima con una premessa ipersponsorizzata dal quotidiano La Repubblica in cui per l'ennesima volta dice: «Chiedo perdono per i preti pedofili: un segno del diavolo, saremo severissimi». La mia domanda è: cosa intende dire papa Francesco? Saranno «severissimi» con i pedofili (e non pare proprio poiché la punizione peggiore consiste nell'espulsione dalla Chiesa SENZA denuncia alle autorità civili) o con chi secondo il pontefice li induce in tentazione?

Federico Tulli