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Diritti e Rovesci

Otto per mille, tutte le novità

Lo Stato italiano firma nuove intese allargando il ventaglio delle scelte per l'otto per mille. Ma la questione agnostici, seconda "confessione" d'Italia, resta aperta.

Cagliostro
martedì 14 agosto 2012 03:30

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato in via definitiva i disegni di legge riguardanti le intese tra Stato Italiano e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (più noti come Mormoni), la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e la Chiesa Apostolica Italiana.
Per approvare l'intesa con queste confessioni non è stato necessario il passaggio in aula: è bastato l'ok direttamente in Commissione.
Perciò anche gli Ortodossi e gli Apostolici potranno accedere all'otto per mille mentre i Mormoni hanno rinunciato: oltre alla Chiesa cattolica, le altre confessioni accreditate sono i Valdesi, gli Avventisti del settimo giorno, i Pentecostali, gli Ebrei ed i Luterani.
Il Parlamento non ha ancora approvato le intese con la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova, l'Unione Buddista italiana e l'Unione Induista Italiana che quindi sono ancora esclusi dai fondi dell'otto per mille.

La possibilità anche da parte degli ortodossi e degli apostolici di accedere al gettito ha effetti anche per la Chiesa cattolica.
In base alla legge istitutiva dell'otto per mille (legge 222/1985, art. 47) - firmando o meno per una confessione - si partecipa più o meno ad un referendum. Infatti lo Stato, conta le scelte, calcola le percentuali ottenute da ogni soggetto e successivamente ripartisce i fondi in base alle percentuali calcolate.
Come se non bastasse, la mancata formulazione di un'opzione non viene presa in considerazione: l'intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse.
Molte categorie di contribuenti sono esonerati dal presentare la dichiarazione dei redditi e quindi non possono contribuire a determinare le percentuali con cui ripartire l'otto per mille tra le varie confessioni: in questo caso la mancata formulazione non è considerata ed il gettito complessivo è ripartito in base alle sole scelte espresse. Per questo motivo a stabilire le quote di 8 per mille per ogni confessione è solo una minoranza di contribuenti che si aggira intorno al 43% (ultimi dati disponibili).
Quindi d'ora in poi, accedendo all'otto per mille anche gli ortodossi e gli apostolici, inevitabilmente diminuiranno (seppur di poco) i fondi assegnati alla Chiesa cattolica.

Restano ancora escluse dalla ripartizione dei fondi importanti realtà come i Musulmani, i Testimoni di Geova ed i Buddisti. Secondo la Lega Musulmana Mondiale i musulmani presenti in Italia sarebbero circa 1,2 milioni (pari al 2% della popolazione), i Testimoni di Geova conterebbero circa 243 mila aderenti mentre i Buddisti sarebbero circa 100 mila.
Ovviamente se anche queste confessioni potessero accedere alla ripartizione dell'8 per mille, i fondi a disposizione della Chiesa cattolica diminuirebbero ulteriormente.
Inoltre in una Italia che è sempre più secolarizzata bisogna considerare che la seconda "confessione" presente nel nostro Paese è quella degli atei/agnostici che sarebbero - secondo il Rapporto Eurispes 2010 - addirittura il 18,5% della popolazione italiana.
L'Uaar aveva chiesto nel 1995 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di addivenire a stipulare un'intesa sulla falsariga di quelle sottoscritte con altre confessioni: tra ricorsi straordinari al capo dello Stato, pareri negativi da parte dei vari governi e ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato la questione resta ancora aperta.

Cagliostro

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Commenti
  • Luca Casartelli 16/08/2012 alle 09:42:15 rispondi
    Se si potesse destinare l'8xMille all'UAAR, credo che la chiesa chiami a raduno tutti gli esorcisti del globo.
    Come fa ad accettare - nel suo immenso ed alto, nonché puro, concetto di Libertà - degli immorali e depravati atei/agnostici?
  • Serlino 27/06/2013 alle 12:11:38 rispondi
    Ma perchè, non è possibile, secondo te, destinare l'8pm a Uaar?
  • Serlino 27/06/2013 alle 12:27:09 rispondi
    precisazione
    L'articolista afferma:
    "Come se non bastasse, la mancata formulazione di un'opzione non viene presa in considerazione: l'intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse."
    Leggiamo quello che afferma la legge 222/85, art. 47, 2° comma:
    "In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse."
    Concluderei,in attesa di diversi argomenti,che debita "considerazione" si è avuta da parte della stessa legge istitutiva dell'8 per mille.

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