Divorziati e risposati: sì di Bergoglio alla comunione, anzi no

In Gran Bretagna un giudice ha autorizzato a staccare la spina delle macchine che tengono in vita un bambino di un anno, nato sano ma entrato in coma nel 2011 dopo un terribile incidente. Il bimbo, che non può respirare autonomamente e secondo le perizie mediche non ha speranza di riprendersi, è in vita solo grazie alle macchine; gli specialisti che lo seguono affermano che non ha consapevolezza di ciò che accade e non manifesta alcun segno di riconoscimento o interazione con il mondo esterno.
Il problema è la fede dei genitori: fervidi credenti, i due sono contrari allo spegnimento della macchina che tiene in vita il loro figlioletto. Nonostante ciò il giudice, dopo aver «ponderato a lungo e con ansia», ha optato per cure palliative e antidolorifici al posto della ventilazione forzata.
«In questo caso il contrasto è tra una morte tra le braccia e la presenza dei genitori e una morte attaccata ad una macchina e in questo modo isolata da qualsiasi contatto umano nel corso di un trattamento inutile», ha dichiarato il tribunale a motivazione di una sentenza destinata inevitabilmente a fare discutere.
redazione
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