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Cl a Formigoni: avanti così

Il presidente della Lombardia Formigoni rifiuta di farsi interrogare dai giudici. Con la benedizione del presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione.

Carlo Cosmelli
sabato 4 agosto 2012 12:41

Ogni giorno si fanno più dettagliati i resoconti delle operazioni che hanno coinvolto a vario titolo, negli ultimi anni, la Regione Lombardia, il suo presidente, i 10 (al momento) assessori indagati per reati vari, la corruzione nella sanità privata lombarda e i relativi legami con Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere. Di fronte alla marea di malaffare che continua a salire, coprendo del suo olezzo putrido una pletora di politici, faccendieri e amministratori lombardi, spicca il comportamento di Formigoni che, lungi dal presentare delle, oramai tardive, dimissioni, va predicando il suo diritto a rimanere presidente di una delle amministrazioni ormai più corrotte d'Italia. Ora si rifiuta addirittura di comparire davanti ai giudici, novello Silvio, nel considerare il rispetto della legge come un optional evitabile, se disturba.
Di fronte a questa posizione c'è chi si stupisce eppure non dovrebbe, perché l'ordine di come comportarsi è arrivato da don Julian Carron, il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, in una lettera pubblicata a maggio sulla prima pagina de La Repubblica. Di questa lettera sono state date varie letture, ma vale la pena di segnalare alcuni passi che forse non hanno ricevuto la dovuta attenzione.

Il titolo dell'articolo, ripreso direttamente da Carron, "Chi ha sbagliato umilia il movimento" sembra preludere ad un mea culpa circa le azioni immorali e delittuose commesse dagli appartenenti a Cl. Il prosieguo invece è di ben altro tenore. Infatti, dopo dichiarazioni del tipo «Se il movimento di Comunione e Liberazione è continuamente identificato con l'attrattiva del potere, dei soldi.qualche pretesto dobbiamo averlo dato», tutto il resto è una strenua difesa dello status quo, limpido, ma in cui i fatti e i legami di alcuni singoli sono stravolti dai media e dalla cattiveria delle persone. Cito: «E questo sebbene Cl sia estranea a qualunque malversazione e non abbia mai dato vita a un "sistema" di potere». La Compagnia delle Opere, un network di circa 34mila imprese gestite da fedeli appartenenti a Cl è evidentemente una società di beneficienza, oppure si mescolano riferimenti alla fede - di natura personale e indiscutibili - con il legare una presunta fede alle azioni fatte in suo nome. Sono 2000 anni che in tutto il mondo presunti credenti compiono in nome del dio del momento le azioni più efferate, forse sarebbe il momento di smetterla.
Quindi, perché sia chiaro, Carron afferma: «Tuttavia, con la stessa lealtà con cui riconosciamo i nostri sbagli, dobbiamo anche ammettere che non possiamo strappare via dalle fibre del nostro essere l'incontro che abbiamo fatto e che ci ha plasmato per sempre». E: «L'avvenimento dell'incontro con Cristo ci ha segnato così potentemente che ci consente di ricominciare sempre, dopo qualsiasi errore, più umili e più consapevoli della nostra debolezza».
E per finire la ciliegina, la dichiarazione d'intenti rivolta a tutti coloro che vogliono intendere: «Solo così potremo essere nel mondo una presenza diversa, come tanti tra noi già testimoniano nei loro ambienti di lavoro, in università, nella vita sociale e in politica o con gli amici, per il desiderio che la fede non sia ridotta al privato. Lo sa bene chi ci incontra: resta così colpito che gli viene voglia di partecipare a quello che è stato dato a noi. Per questo dobbiamo continuamente riconoscere che "presenza" non è sinonimo di potere o di egemonia, ma di testimonianza, cioè di una diversità umana che nasce dal "potere" di Cristo di rispondere alle esigenze inesauribili del cuore dell'uomo.abbiamo ancora un lungo cammino davanti e siamo felici di poterlo percorrere». Ecco, ora è chiaro: nessuna censura di un Memores Domini, il presidente Formigoni, ma un invito a lui ed a tutti gli adepti ad andare avanti.magari cercando di non farsi scoprire.
Il commento di Formigoni alla lettera di Carron d'altronde non lascia dubbi: «Le tue parole sono un formidabile aiuto per purificarci e ripartire». Appunto. Questo modo di fare è ben noto e profondamente incardinato nella struttura di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere; basta ricordare le azioni al limite della legalità compiute dagli appartenenti a Cl in ambito universitario in occasione delle elezioni studentesche, quando si utilizzavano minorenni per votare a nome dei fuori sede, o la miriade di associazioni studentesche che, evitando accuratamente ogni riferimento al nome, si presentavano come difensori degli interessi degli studenti per poi fare solo quelli degli aderenti al movimento. Un rappresentante di Cl, interrogato a tal proposito sulle azioni diciamo. discutibili compiute, di nascosto, a nome del movimento, dichiarava: «La verità è una sola, e noi ci sentiamo in dovere di portarla avanti, anche a costo di sacrificare qualche regola formale.. » , che poi queste regole formali vengano chiamate "leggi" dalla comunità civile è un dettaglio ininfluente.

Oggi il presidente Formigoni si rifiuta di farsi interrogare dai giudici, ma attenti a commentare le sue azioni, specie in connessione con la sua appartenenza a Comunione e liberazione. Infatti, per essere sicuri che la stampa non continui con queste affermazioni lesive dell'onorabilità di Comunione e Liberazione o dei membri della Compagnia delle Opere, qualche giorno dopo l'articolo di Carron arrivava a La Repubblica una lettera dall'ufficio stampa di Cl in cui si avverte che "l'unica strada percorribile per tutelare l'onorabilità del movimento ecclesiale di Cl resta oramai solo quella legale". Alla faccia dei giudici.

Carlo Cosmelli

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