Un nuovo Concilio vaticano per sradicare la pedofilia dalla Chiesa

Violentato dall'età di 12 anni dal suo educatore, Dino Cinel oggi ha 71 anni. All'epoca degli abusi era un novello seminarista. L'aguzzino? Un sacerdote, anzi più che un sacerdote. Tale era il rettore del seminario di Bassano, "Istituto Scalabrini": padre Francesco Tirandola della congregazione dei Missionari di san Carlo. Gli stupri di Tirandola durano quattro anni, le violenze psicologiche proseguono per altri tre. Fino all'età di 46 anni Cinel blinda il dramma dentro di sé, ricacciandolo nei meandri della memoria. Nel corso di alcune sedute di psicoterapia, la devastazione subita emerge in tutta la sua reale dimensione. Inizia così un lungo e doloroso percorso di elaborazione e ricerca personale che nel 2012 si è materializzato in un libro autobiografico. Atto di accusa circostanziato e reso inattaccabile da una logica ineccepibile - oltre che da documenti e testimonianze inconfutabili - "Un prete sconfessa la Chiesa" (Albatros) è una complessa opera che fonde insieme la testimonianza di una vita, la denuncia e l'indignazione di un uomo e l'analisi storico-sociale di un docente universitario (Cinel è stato ordinario di storia americana in diversi atenei statunitensi) sulla conflittuale tematica dell'eros nel mondo ecclesiastico. Lasciare la Chiesa e il sacerdozio sono stati atti fondamentali per ricostruirsi una vita in tutte le sue dimensioni, ma insufficienti a cancellare i residui della violenza subita. Cinel decide quindi di intraprendere la via della denuncia diretta verso la Chiesa.
Forte anche della profonda conoscenza di certi meccanismi interni alla Santa Sede, vuole confrontarsi di persona con le istituzioni che rappresentano la giustizia vaticana richiamandole alle loro responsabilità e rivendicando i propri diritti. Ma, come l'autore documenta con la precisione dello storico di professione, sono proprio le alte sfere - quelle che spesso sentiamo annunciare sui media italiani il massimo impegno nei confronti delle vittime e la tolleranza zero verso i carnefici in tonaca - a mostrare agghiaccianti ipocrisie e incoerenze, evidenziando un malato "narcisismo" istituzionale che nega la devastazione interiore subita dalle vittime, mirando a renderle invisibili annullandone la stessa esistenza. Spicca in questo senso, dalle pagine del libro, la figura del promotore di giustizia monsignor Charles Scicluna, il braccio della legge vaticano. È dopo il suo incontro dagli esiti sconcertanti che, come lo stesso Cinel racconta a Cronache Laiche, l'idea di raccontare tutto in un libro che lo ha accompagnato per una vita non può più rimanere tale. E in meno di sei mesi Cinel confeziona il suo "j'accuse!". Insieme con Sua santità (Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi, Un prete sconfessa la Chiesa chiude il cerchio e mette definitivamente a nudo la vera natura di un pensiero
e di una cultura strumentali alla salvaguardia del potere politico ed economico della Chiesa cattolica e apostolica romana.
«Non potevo elaborare un giudizio sulla Chiesa senza aver affrontato di persona chi ne muove le fila» spiega Cinel. «Avrei voluto parlare con il successore di Joseph Ratzinger alla Congregazione per la dottrina della fede, monsignor Levada, ma alla richiesta di un appuntamento lui mi rispose di scrivere una relazione. Lo avevo già fatto senza ottenere mai una risposta. La sua politica era quella di sperare che prima o poi mi sarei stancato di sbattere contro il muro del silenzio. Ho scritto anche a Benedetto XVI, stesso risultato». Alla fine Cinel è riuscito a incontrare Scicluna. Erano i primi mesi del 2011. In generale sono due i cardini su cui l'autore si è basato per arrivare a formulare un giudizio assolutamente negativo sull'operato della Chiesa riguardo il tema della pedofilia ecclesiastica. Il primo è la totale indifferenza nei confronti di una verifica storica: «Quando sono riuscito a raccontare a Scicluna cosa è successo, con tanto di prove, testimonianze e relazioni mediche, la risposta (offensiva) è stata che il mio violentatore oggi è considerato un santo, un sacerdote degno di tutti gli onori. Io non mi so capacitare come una società di persone si renda talmente spregevole da non voler guardare nemmeno in faccia la realtà storica».
Il secondo mattoncino è l'assoluta mancanza di rispetto per le competenze professionali "straniere". «Io ho portato in Città del Vaticano i referti di tre medici che spiegano quali ferite mi ha provocato la violenza subita. La risposta da me ricevuta è che queste diagnosi sono scientificamente inattendibile. Punto. Non dicono che devono farmi visitare da un altro medico di loro fiducia come normalmente si usa in questi casi per verificare. Non ci pensano nemmeno. Per loro quello che "produce" la società laica non ha nessun valore». Ma la faccia che la Chiesa mostra in pubblico, specie con le vittime, è del tutto diversa. Almeno a prima vista. Cinel è un fiume in piena: «Benedetto XVI ha pronunciato parole talmente offensive che nemmeno una persona di modesta intelligenza se le può permettere. Lui dice che le vittime di sacerdoti pedofili sono i nuovi martiri. Come si può essere tanto cinici? Come si può pensare di cooptare all'interno della Chiesa delle persone che proprio dalla Chiesa stessa hanno avuto la vita distrutta?».
Secondo l'ex sacerdote questo atteggiamento è studiato dalle gerarchie ecclesiastiche in ogni minimo particolare. «Questo papa è cosciente che il problema della pedofilia clericale è gigantesco. Ma non ha alcuna intenzione di risolverlo. Piangere davanti alle vittime, dichiarare davanti a loro che la Chiesa si assume le proprie responsabilità, invocare la tolleranza zero, è tutta una messa in scena. I fatti concreti stanno a zero. La realtà e che Benedetto XVI si è circondato di un gruppo di persone che faranno con lui quello che lui ha fatto col papa precedente. Due o tre anni dopo la sua morte lo beatificheranno e via verso la santificazione». Così tutti dimenticheranno cosa è successo durante il pontificato di Benedetto XVI e durante i 25 anni in cui Joseph Ratzingher è stato prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. «Magari diventerà, in cielo, il santo protettore delle vittime di preti pedofili. Così in Vaticano riusciranno a spillare un bel po' di denaro ai pellegrini in adorazione. Un modo molto pratico, il solito, per non assolvere le proprie responsabilità qui in terra».
di Carla Corsetti
prefazione di Luigi Tosti
Formato cm 14x19
118 pagine in b/n
Euro 11,50
ISBN 9788897309024 http://www.tempestaeditore.it/preti%20pedofili.htm
Ma scavate a fondo...
Edit: I commenti ritenuti offensivi e lesivi della dignità altrui, quindi passibili di querela per diffamazione, sono stati cancellati. Cronache Laiche
Ma si sa, quando c'è da guadagnare un bel pò di soldi (perché il libro mica lo distribuisce gratis) facendo leva sullo scandalo del momento (in buona parte ingigantito dai media) pochi riescono a resistere...
inoltre, come il Sig. "Ancora tu", anch'io sarei curioso di sapere quali sarebbero questi "documenti e testimonianze inconfutabili".
Saluti.
Voi sareste i difensori del" diritto di parola di tutti"? Si. di tutti quelli che la pensano come voi, forse.
Edit: Moderi i toni, per favore. Le sue domande sono ancora visibili a tutti, abbiamo cancellato le offese anche a sua tutela. Cronache Laiche
Lo "scandalo del momento" ha avuto inizio almeno intorno al IV secolo d.C. Se ne parla già al concilio di Elvira. Diversi papi - almeno fino ai tempi dell'Inquisizione - sono stati dei pedofili (tra cui giulio III). Ci sono documenti storici "inequivocabili" al riguardo. Costoro erano pedofili nel vero senso del termine, cioè violentatori di ragazzini in età pre puberale. E non come Cinel che - come scrive il giornale di Vicenza - ha avuto un rapporto omosessuale con un giovane di 17 anni. Capisco che dopo decenni di scandali e figuraccie ci sia una abnorme sete di rivalsa, ma con Cinel siamo ben lontani dalla pedofilia. Per usare parole di Scicluna in una notissima intervista in cui spaccava il capello in quattro, questa si chiama efebofilia. Quanto al presunto materiale pedopornografico, sono passati 20 anni e non c'è stata mai alcuna condanna nei confronti di Cinel. Quindi relax, pensate ai problemi della Chiesa e piano con le calunnie [ho salvato lo screen shot prima che il testo fosse editato]. Ultimo avvertimento al sr. Ancora tu, dopo di che chiederò l'intervento della polizia postale
inoltre se le sue intenzioni erano oneste, perché scrivere (e vendere, guadagnandoci quindi) un libro?
Mi scusi, ma a conti fatti, il dubbio di malafede sorge spontaneo.
E considerando che dubito che le tirature del libro saranno paragonabili a quelle del vincitore del premio Strega non credo proprio che l'autore abbia pensato di arricchirsi con le vendite.
("abbia le stesse colpe"? vedo che in questo caso, con i soliti due pesi e due misure, il giudizio è già passato agli atti...)
A parte il fatto che pare evidente che le accuse non sono le stesse da uno dei commenti precedenti (purtroppo sempre anonimo, questa nuova piattaforma del sito lascia dimenticare spesso la firma, parlo purtroppo per esperienza diretta)
ah beh... allora...
però intanto si fa pagare, e poi (guarda che caso) lo ha scritto proprio ora (non 60 anni fa, all'epoca dei fatti, non PRIMA di approfittare lui stesso di minorenni) che l'argomento è sulla bocca di tutti, e in un momento in cui tutti (credenti o no) vogliono chiarezza, che si suppone sarà data dai suddetti "documenti e testimonianze inconfutabili";
inoltre se il suo scopo era SOLO informare, c'erano tanti modi per diffondere gratuitamente le informazioni; Blog, per esempio, o siti come questo; eppure (guarda che caso) gli è venuta in mente la soluzione che gli permette di intascare dei soldi.
Come diceva giustamente Anonimo:
Mi scusi, ma a conti fatti, il dubbio di malafede sorge spontaneo.
Saluti.
Per tacere di quando ha citato i venditori di santini e ammenicoli di varia religiosità dicendo una cosa del tipo "del resto se qualcuno vuole spendere i suoi soldi per comprare quelle cose sarà libero di farlo"
Vabbè. Comprerò il libro pensando a lei. Chissà quali folli spese potrà fare l'autore con i ricavati della mia copia.
comunque, a differenza di ciò che sembra pensare lei, Sig. Sergej, io SO che esistono preti pedofili (e sono io stesso a dire che devono pagare per le loro colpe), ma SO anche che sono dei casi e non la norma, come invece vorrebbe far credere don Dino (e tutti gli anticlericali);
inoltre, che don Dino sia colpevole o no:
1) penso sia ragionevole dubitare della sua parola quando accusa gli altri (tutti, dall'ultimo dei preti fino al Papa) di colpe simili a quelle per cui lui stesso è sospettato;
2) penso sia ragionevole dubitare della sua parola se parla SOLO ADESSO, e con tanto scalpore, di fatti che avrebbero origine 60 anni fa, per cui nel frattempo avrebbe taciuto (lui solo sa perché);
3) penso sia ragionevole dubitare della sua parola se, data la gravità della cosa, voleva (pare) soprattutto (anzi SOLO) informare la gente sulla situazione, ma avendo la possibilità di farlo gratuitamente, ha scelto invece di farlo in cambio di denaro, tra l'altro in toni sensazionalistici e sfruttando l'onda della cronaca;
Saluti.
Saluti.
Non butterei del tutto nel cestino l'ipotesi che il silenzio di anni sia stato dettato da timore, comunque; non sarano più i tempi dell'abate Meslier che si confessò ateo solo con uno scritto postumo per ovvia paura della chiesa seicentesca, ma per mettersi contro le armate del papa, che checché ne pensasse baffone ci sono eccome, occorre una forza non comune.
nello stesso si elabora sulla ragione di aver atteso tanti anni prima della rivelazione
quanto a documenti ineccepibili, occorre ancora rifarsi al libro
sembra molto strano fare dei commenti su un libro senza averlo letto...sa di disonestà mentale
arricchirsi con un libro? in Italia? solo un babbeo lo può presupporre
prima di chiamare babbei delle persone che nemmeno conosce si faccia una domanda:
ma è davvero convinto che un tale libro, data la diffusione del Cristianesimo nel mondo, verrà pubblicato SOLO in Italia?
1.
ho trovato la lettura facile anche piacevole per uno stile succinto e diretto; è ovvio che l'autore ha scritto altro e sa create argomenti convincenti...una dote senza dubbio che deve essere valutata anche criticamente per non lasciarsi sedurre dalla logica. Conto di rileggere il libro con mente più critica
2.
mi hanno divertito certi particolari nel comportamento della chiesa come quello del crad. De Paolis che non sa spiegare come abbia rifiutato una ventina di telefonate documentabili... a tutto si ricorre per scagionare il proprio datore di lavoro. In tono più serio trovai quanto mai significativo che referti medici presentati dall'autore alla Santa Sede fossero accettabili per la dispensa dagli obblighi sacerdotali ma scientificamenrte dubbiosi per stabilire il danno...lascia vedere una arbitrarietà che non depone a favore della serietà amministrativaSanta Sede
3.
al di là di questo il libro è una cosa seria e solleva interrogativi circa la chiesa di oggi che vanno al di là del caso personale e anche dell'erotico nella chiesa. Personalmente trovo quegli interrogativi più preoccupanti del caso personale e dei casi di abuso in generale. A me pare che la questione dell'erotico nella chiesa solleva dei problemi di fondo circa la natura della istitutione: il fatto dell'abuso è una spia che rivela una tematica molto più profonda
4.
l'uso della parola "narcisismo" mi ha fatto riflettere assai; è una parola molto forte e non so se sia appropriata ma certo fa riflettere... forse l'autore ha messo il dito sulla piaga di fondo della istituzione
5.
mi pare che l'autore spieghi perchè ha atteso fino ad ora di scrivere: cercò una intesa con la chiesa per 25 anni e non trovandola, scrisse il libro. Inoltre l'autore aveva bisogno di contatti diretti con la Santa Sede per rendersi conto di persona del tutto ed i contatti non poterono avvenire se non nel 2010
6.
non so perchè l'autore abbia scelto di scrivere un libro; ma certo era nel suo diritto farlo e mi sorprendono i commenti fatti quasi che non fosse la venue migliore per una presa di posizione.... per me persona di una certa età il libro è una cosa ufficiale, definitiva, importante, assai di più di qualsiasi altro modo di informazione attraverso mezzi informatici elettronici
7.
sulla questione dei pagamenti: mi pare legittimo che un lavoro venga retribuito. Non si scrive un libro in una settimana: vi è il tempo impiegato. Non lo si scrive senza una preparazione. Questa obiezione al fatto di essere pagato mi soprende come aberrante
8.
sulla entità della distribuzione: siamo in Italia over la gente non legge.. e certo un libro del genere non verrà promosso dalla stampa ufficiale che di certi argomenti preferisce non parlare. In Italia ci si affida molto di più al gossip che all'approfondimento delle questioni ed i giornali lo sanno... indulgono nel riportare uno scandalo, ma non nell'offire strumenti di intesa per questioni piuttosto complicate
9.
fra i commenti quello che mi sorprese di più è il pretendere che Tulli spiegasse quali fossero queste documentazioni inequivocabili. Tulli scrisse una breve recensione. Onestà intellettuale richiede che si legga il libro per sapere...voler abbatter un libro senza averlo letto, beh questa è una posizione da babbei...usando una parola che un commentarore non ha gradito
10.
porre sullo stesso piano le azioni del rettore su un ragazzino di 12 anni in un seminario e libertà che l'autore si permise - riprovevoli senza dubbio - è disonesto e cattivo...significa non aver compreso nulla di quello che sia una violenza sessuale a 12 anni in un seminario... e delle sue conseguenze....
11.
la possibilità che il libro venga tradotto in altre lingue: se il libro ha merito e lo si traduce tanto meglio. La dissemiazione delle idee è una cosa buona in una democrazia. Io non ho una preparazione per un giudizio definitivo su un libro come questo e non è mia intenzione difendere o attaccare la chiesa. Certo che il libro solleva questioni di carattere storico e teologico profonde che non si risolvono nè demonizzando la chiesa nè offrendo una protezione preconcetta. Sarebbe augurabile che un uomo di chiesa - Mons Scicluna per esempio - presentasse una risposta. Purtroppo la chiesa sta comportandosi come uno struzzo e mette la testa sotto la sabbia aspettando che la tormenta passi. Sfortunatamente la chiesa sta perdendo credibilità e quello è un bene che tutti i soldi dello IOR non possono ricompreare.
Io trovai la lettura utile. Temo che lo stile e la logica mi abbiano sedotto più di quando avrei voluto. Per questo lo rileggo riservandomi di fare altre osservazioni dopo la seconda lettura