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Breviario

Parroci pedofili in questa Italia di mezza estate

Don Davide Mordino arrestato a Palermo con l'accusa di aver violentato alcuni minori. Dopo i fatti di Fano e Alassio è la terza vicenda di pedofilia nel clero in una settimana

adminsito
martedì 24 luglio 2012 02:00

Don Giangiacomo Ruggeri
Don Giangiacomo Ruggeri

Nemmeno il tempo di dare il tempo all'opinione pubblica di metabolizzare (semmai fosse possibile) l'arresto di don Giangiacomo Ruggeri, parroco-scout-latin lover in quel di Fano, e la condanna in via definitiva a 7 anni e 8 mesi inflitta dalla Cassazione a don Luciano Massaferro, parroco ad Alassio, che un'altra orrenda storia di pedofilia "ecclesiastica" irrompe nelle pagine di cronaca nera. È la terza nel giro di una settimana. La vicenda si svolge questa volta al sud ed è un mellifluo mix di abusi, induzione alla prostituzione e circonvenzione di minori. Gli agenti del commissariato di Sciacca hanno notificato un ordine di custodia cautelare in carcere al sacerdote Davide Mordino, già parroco (e tre) della basilica di San Calogero della cittadina in provincia di Agrigento, con l'accusa di aver abusato nel dicembre del 2009 di giovani tra i 14 e 18 anni dando loro anche del denaro. Il provvedimento è stato eseguito a Palermo, dove il religioso si era trasferito. La vicenda è emersa nell'ambito dell'operazione antidroga "Mata Hari", quando si è scoperto che il prete intratteneva rapporti "sessuali" a pagamento con uno degli indagati. Da qui gli investigatori hanno scoperto che il parroco avvicinava le sue giovani vittime con la scusa di fargli fare un «test sulla sensibilità corporea», sostenendo di essere pagato dall'Università di Palermo. A tale test seguivano gli abusi con pagamento ai ragazzi della somma di denaro compresa tra 50 euro e 300 euro. Il sacerdote faceva anche firmare alle sue vittime un falso modulo intestato a Mediaset illudendole di poter partecipare a dei programmi televisivi, grazie alla sua parentela con un intrattenitore televisivo. Il prete è ora detenuto nel carcere palermitano dell'Ucciardone, in attesa di giudizio.

Federico Tulli

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