Istituto opere religiose, primo incidente diplomatico di Francesco

Crisi o non crisi, il pensiero agostano è soprattutto per il mare.Massima ambizione piccolo-borghese è quella di stare sotto l'ombrellone, sentendosi, per una volta all'anno, ricchi, serviti e riveriti. Si fanno persino i debiti per andare in vacanza e per bagnarsi in un mare comunque sporco. C'è chi si diverte a stare a bagnomaria in una tinozza in balia dei rifiuti, a mangiare il pesce fritto in un olio che ha fatto gli straordinari, a ballare sudati fra gente fradicia e, magari, a fare l'amore sulla sabbia (sai la comodità!).
Per fare tutto questo, non sono pochi coloro che si liberano degli animali domestici, soprattutto cani e gatti. Se ne liberano con tranquillità.
È bene ricordare che un animale abbandonato va incontro a morte sicura per fame e per sete. Mentre ti stai rimpinzando di pizza o di gelato, il tuo cane sta esalando l'ultimo respiro e il tuo gatto è impazzito. Morirà di sete un istante dopo. Oppure, e sarà per lui una fortuna, finirà spiaccicato sotto una macchina.
Migliaia di animali vengono abbandonati ogni anno in Italia. I volontari fanno moltissimo e talvolta anche le forze dell'ordine. Ma non basta, ovviamente. Il fenomeno va corretto a monte, a valle si può solo rimediare in qualche modo. Ogni tanto una storia finisce bene: ne parlano i giornali. E, poiché ne parlano i media, si tratta ovviamente di un'eccezione clamorosa.
Il fatto è che per certa gente un animale è assai simile a una cosa. Lo si prende in casa come fosse un giocattolo e poi diventa inevitabile che si ritenga lecito di poterlo buttare.
C'è anche chi dice: «Insomma, gli animali sono a nostra disposizione, quindi ne facciamo ciò che vogliamo. Perché sarebbe lecito uccidere un vitello e non lasciar morire un gatto?». Le ragioni sono elementari: un conto è uccidere per mangiare, un conto è uccidere per divertimento (assurdo) e un conto è uccidere per andare in vacanza (incivile). Abbandonare un animale domestico significa ucciderlo. Fate una buona vacanza, quindi, ma in compagnia dei vostri amici a quattro zampe!
Dario Lodi, LucidaMente
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Vegetariani, Vegan, Fruttariani, ecc... è curioso come moltissima gente sia disposta a rinunciare a certi piaceri della tavola pur di non ammazzare dei bambini, ma sono ben pochi che non sono disposti a rinunciare ai propri piaceri della carne pur di non ammazzare dei futuri bambini...
Comunque sono perfettamente d'accordo con l'articolo: "un conto è uccidere per mangiare, un conto è uccidere per divertimento (assurdo) e un conto è uccidere per andare in vacanza (incivile)."
Saluti.
NON ABBANDONARE UN ESSERE VIVENTE CHE HA I TUOI STESSI DIRITTI.
Per molti (tanti .. troppi) è così come è scritto.
L'animale è un oggetto a ns uso e consumo. Del resto, è l'uomo fatto ad immagine e somiglianza di dio...
La polemica vegetariani ecc.. preferisco non entrare nel merito. Sarebbe una spirale di discussione infinita.
Saluti
Se poi il commentatore nr.2 voleva fare riferimento all'aborto, specifico che noi vegan non siamo per la vita a prescindere, ma contro la sofferenza e la schiavitù. Una cellula di un uomo per me non vale come un animale non-umano in grado di provare emozioni e dolore. Nel momento in cui il feto si sviluppa a tal punto da provare queste sensazioni, vale per lui quello che vale anche per gli altri animali. Ma questa è la mia opinione personale e ogni vegan ha la sua (se vegan cattolico sarà contrario all'aborto per motivi religiosi, ad esempio, ma non solo perchè vegan).
innanzitutto mi scuso se, involontariamente, ho offeso lei, o qualche altro vegan o vegetariano, non era quello l'intento del mio commento;
è ovvio che l'oggetto di una scelta personale, in quanto SCELTA, e non OBBLIGO ESTERNO, non è vista da chi l'ha scelto come una rinuncia...
se si riuscisse a farlo entrare nel cervello degli anticlericali che, dall'esterno, vedono il Cristianesimo SOLO come un cumulo di rinunce irrazionali, e che, di conseguenza, considerano i Cristiani come Folli, stupidi, o mossi da "secondi fini"...
il mio commento sull'aborto, non era un critica verso i vegetariani e i vegan, ma voleva mettere in evidenza che, nessuno trova da ridire (giustamente) se qualcuno per un principio morale preferisce scegliere di limitare un proprio bisogno primario (cibarsi), ma molti trovano folle/ridicolo che, sempre per un principio morale, sia possibile scegliere di limitare un proprio bisogno secondario (il sesso).
Infine solo una considerazione, lei dice cose come:
"la carne è cangerogena" e "i loro prodotti [degli animali] ci fanno più male che bene"
in realtà è inesatto, la carne e i derivati animali, in se, non fanno male (tra l'altro, che io sappia, nulla è considerato più salutare di un bicchiere di latte);
quello che fa male è l'eccesso, l'esagerazione;
ma suppongo che valga anche per alcuni prodotti vegetali.
Saluti.