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sabato 13 dicembre 2014 13:05
L'episodio del preside che ne ha negato l'allestimento ha scatenato un fiume di polemiche, anche "laiche". Ma il problema va ben al di là delle celebrazioni natalizie.


Cosa succede in città

È tutta colpa della Minetti

«Pecorina espiatoria» secondo l'elegante definizione di Libero, la Minetti è diventata il mezzo attraverso cui Silvio ripulisce la sua immagine.

Cecilia Calamani
mercoledì 18 luglio 2012 13:56

È evidente, per lo meno per chi scrive, che la Minetti si dovesse dimettere all'indomani dell'affiorare in superficie del disgustoso affaire Ruby in cui avrebbe avuto il ruolo di procacciatrice di prostitute per il sollazzo presidenziale. La consigliera lombarda incarna il peggior malcostume italiano di associare prostituzione, carriera e politica, laddove il termine "prostituzione" assume un significato ben più ampio della letterale vendita di servigi sessuali e riguarda tutti, uomini inclusi.

Ma ora la Minetti è diventata il parafulmine grazie al quale Silvio sta riconquistando la sua verginità in vista della corsa elettorale del prossimo anno alla quale, ahinoi, ha deciso di partecipare.
E così posteriori e anteriori della bella consigliera fanno da specchietto per le allodole sulla stampa berlusconiana, raggiungendo il massimo della rozzezza sulle pagine di Libero (e come ti sbagli?). Con la speranza che i pidiellini, beandosi gli occhi con la «pecorina espiatoria» (testuali parole del quotidiano diretto da Belpietro) evitino di porsi domande vagamente intelligenti del tipo "ma chi ce l'ha messa lì?", "chi era il suo utilizzatore finale?"

Anche perché Libero, a questi eventuali arguti osservatori, spiega tutto nel dettaglio: la colpa dell'aver piazzato una maîtresse alla Regione Lombardia non è di Silvio né del Pdl, bensì del sistema di voto.
È il Porcellum, quel mostro elettorale animato di vita propria, ad aver riempito magicamente le liste elettorali con mignotte e lacchè. Sì, avete capito bene. Silvio è salvo. Formigoni anche, perché la «pecorina» assorbe tutte le attenzioni di lettori ed elettori, certo più interessati a vederla in costume da ogni angolazione che a pensare alle (ulteriori) porcherie della giunta lombarda capitanata dal Celeste. Anche Dell'Utri, indagato sulle trattative Stato-Mafia, ringrazia del provvido diversivo.

Siamo all'assurdo che la Minetti, in tutto ciò, fa quasi tenerezza.

Cecilia Calamani

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