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Ragione e Pregiudizio

Le graduatorie delle università: inutili per chi deve scegliere

Il Miur e alcuni privati stanno pubblicando le graduatorie delle università italiane. Un'informazione che non serve né agli studenti né ai genitori.

Carlo Cosmelli
giovedì 19 luglio 2012 00:01

In questi giorni sono in pubblicazione le graduatorie delle università italiane, da quella utilizzata dal Miur per assegnare i fondi istituzionali ad altre create da privati.
Queste graduatorie sono inutili per chi le voglia utilizzare nella scelta del corso di laurea a cui iscriversi. Infatti la graduatoria è per università, quindi è una media fatta su tutte le discipline, i corsi di laurea, le ricerche fatte. Quindi l'informazione, data così, è poco significativa.
Prendiamo per esempio la Sapienza di Roma. Ci sono nove facoltà e circa 150 corsi di laurea completi; è evidente che ci saranno delle notevoli differenze fra l'uno e l'altro. Lo studente che si volesse iscrivere non ha alcun interesse a conoscere la valutazione media dell'università, vorrà conoscere piuttosto quella del singolo corso a cui si iscriverà perché è quello che seguirà per i successivi cinque anni. E questo è vero anche per le piccole università.

A parte i servizi comuni, che in ogni caso sono talmente scarsi da non poter essere paragonati nemmeno lontanamente a quelli delle università estere, la differenza la fanno i singoli corsi. Una ipotetica università con due sole facoltà, per esempio, una delle quali fosse stata creata con la regola del familismo e del clientelismo più spinto, mentre l'altra avesse al suo interno esempi di buona didattica e buona ricerca, avrebbe un voto medio, ma allo studente interesserebbe solo sapere quale delle due è quella "virtuosa".
Anche la valutazione per facoltà è poco utile. All'interno di una facoltà ci sono molti corsi di laurea - per esempio ad Ingegneria esistono Ingegneria edile, Ingegneria elettronica ed altri 10 corsi diversi - ciascuno dei quali ha docenti e programmi scelti in autonomia dai singoli dipartimenti, nel bene e nel male. Una valutazione per singoli corsi di laurea o dipartimenti è più complicata, ma è quello che fanno alcune istituzioni estere, anche nei confronti dei dipartimenti italiani. Non è facile trovarle in rete, ma ci sono.
Il resto sono una pletora di numeri che hanno qualche significato solo per gli addetti ai lavori o per statistiche su servizi generali: per altri l'informazione è ininfluente.

Carlo Cosmelli

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