Istituto opere religiose, primo incidente diplomatico di Francesco

A Marine Le Pen, regina incontrastata della destra europea, l'icona del pop Madonna non deve stare particolarmente simpatica.
Se all'indomani del concerto di Tel Aviv, dove la cantante aveva proiettato sfondi antinazisti con il ritratto della politica francese campeggiante tra svastiche e cappelli da Ss, Marine aveva minacciato Madonna facendole sapere che se non avesse rimosso le immagini sarebbero stati guai, ecco che adesso questi ultimi sono in arrivo: è infatti in vista una querela, da parte della figlia di Le Pen, all'indirizzo della popstar colpevole di aver continuato imperterrita a far proiettare il filmino incriminato, in particolare, orrore, nel corso del concerto parigino.
Sbeffeggiata a casa propria, in quella Francia che auspica autarchica, libera dall'invasore straniero, piena di madri da premiare per la loro fecondità e altre simili simpatiche opinioni che, a onor del vero, paiono essere già state udite da qualche parte, Marine sembra proprio avere perso le staffe.
In realtà la Le Pen può consolarsi con i recenti successi elettorali, ben più evidenti degli sparuti consensi ricevuti da Madonna la quale sembra non eguagliare più il glorioso passato, e soprassedere: d'altro canto la Ciccone non è nuova a provocazioni del genere, avendo fatto imbestialire la Chiesa per buona parte degli anni Novanta con i suoi show, giudicati manco a dirlo blasfemi, in cui mescolava carnalità e religione in un mix assai più vicino al cristianesimo primitivo, così ben rappresentato dal crocifisso nudo e crudo che campeggia tutt'oggi nella maggior parte dei luoghi di culto cattolici, di quanto non siano vicine le gerarchie ecclesiastiche ai primi uditori della buona novella.
E poi, a ben vedere, anche Madonna può consolarsi per la popolarità che le sue provocazioni le recano, querele incluse, in un momento di opacità. Un momento in cui non basta più mostrare il seno, come la popstar ha fatto sul medesimo palcoscenico: per quello ci pensano le pubblicità, sempre sessiste anche Oltralpe, in cui le tette reclamizzano la schiuma da barba e le natiche femminili le scarpe da tennis.
Forse è proprio questo il punto.
Secondo Marine Le Pen, infatti, lei medesima starebbe a Hitler tanto come le tette stanno alla rasatura maschile: ovvero come il famoso cavolo a merenda. Inopportuno per chi non soffre la fame, benedetto dopo un lungo digiuno. Il problema appare dunque sociale e, per così dire, latitudinale, anziché reale: la verza alle cinque del pomeriggio è un'aberrazione a seconda del luogo del globo in cui si ha il privilegio, o la sfortuna, di trovarsi.
Stessa cosa per Marine: dichiarare di non essere nazisti, con buona pace della propria coscienza, non mette al riparo dall'esserlo nella realtà. Ecco perché il filmato di Madonna le è indigesto come un cavolo: le sciupa l'ora del tè.
Belinda Malaspina
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