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Ennesima ingerenza della Conferenza episcopale nella politica italiana. Eppure Renzi finora sembra non aver disatteso alle sue richieste. Ce ne sono altre?


Cosa succede in città

Cosa votano i laici

All'indomani dell'assemblea del Pd, che ha visto affossare matrimoni gay e testamento biologico, torna in auge la domanda: ma i laici cosa voteranno nel 2013?

Cecilia Calamani
domenica 15 luglio 2012 16:17

Cominciamo con una premessa teorica. La laicità è di sinistra? Se accademicamente la risposta è senza dubbio no, calata nella realtà italiana diventa, purtroppo, sì. Non avendo noi una destra liberale come quelle europee ma solo una sua brutta - orribile - imitazione liberista, va da sé che i diritti civili, nocciolo duro della laicità, siano logicamente difesi da chi dei diritti delle minoranze si è sempre fregiato la fronte, ossia i partiti della sinistra.
Eppure, la laicità è un concetto che va di pari passo con quello di democrazia e non dovrebbe avere né simboli né bandiere né trovare casa solo in uno spicchio dell'arco parlamentare. È la base stessa della democrazia, il suo fondamento, il suo stesso nutrimento. Ma da noi è tutto diverso.

La nostra destra, o meglio la sua stortura rappresentata egregiamente da Silvio Berlusconi, il Pdl, non può incarnare quei principi di uguaglianza e autodeterminazione della persona che sono propri della laicità. Della Lega non parliamo neppure: nonostante le preferenze elettorali che l'hanno premiata fino a oggi - e domani non si sa, con l'immagine del Senatur in picchiata libera - un partito nato per difende i diritti di un popolo che non esiste sopra a quelli degli altri non merita neanche menzione in un'ottica laica. Rimane Fini, che negli ultimi tempi, e precisamente da quando si è scrollato di dosso il giogo del suo ex alleato, si è dimostrato almeno a parole più laico del Pd, come ha amaramente commentato Ignazio Marino dopo che all'assemblea del partito di sabato scorso è stato posto il veto presidenziale sui documenti relativi ai matrimoni gay e al testamento biologico. Ma anche Fini non si sa bene cosa voglia fare da grande se, nonostante le sue uscite laiche sui diritti, ancora tende le braccia a un Casini che di certo va in tutt'altra direzione. E poi, fidarsi di un post fascista trova una certa resistenza dalla parte della gente, valle a dare torto.

E allora dove guardano "naturalmente" i laici? A sinistra. Già, ma quale? Il Pd è diventato, in quest'ottica, inguardabile. Se è arrivato a sacrificare il concetto di non discriminazione dei cittadini (negare il matrimonio ai gay è questo, senza tanti giri di parole) e di autodeterminazione della persona per salvare una possibile (ma improbabile) alleanza con l'Udc di Casini, non dovrebbe neanche essere preso in considerazione da chi crede in uno Stato laico. E d'altronde, il documento sui diritti edito dal Pd a ridosso dell'assemblea, nella sua inconsistenza parlava già chiaro ben prima che si arrivasse alla bagarre di sabato.
L'Idv parla bene, sì, ma poi razzola male. Quale affidabilità può dare ai laici sapere che il sindaco di Napoli De Magistris bacia l'ampolla del sangue di san Gennaro con la fascia tricolore addosso? O che il sindaco di Palermo Orlando presenzia alla festa di santa Rosalia per consegnare la città alla protezione della santuzza dopo aver scritto sul sito del partito «Viva Palermo! Viva santa Rosalia!»? E non ci si venisse a dire che si tratta di questioni di fede private: quando si agisce nel ruolo di sindaco il privato diventa istituzionale.

Finiamo dunque nei rivoli di quella sinistra litigiosa, farraginosa, spezzettata che vede Sel al primo posto nel gradimento. Già, Vendola, l'omosessuale cattolico (e questo svelerebbe almeno un principio di sindrome di Stoccolma se proprio non vogliamo parlare di abnorme contraddizione) che si schiera contro i matrimoni gay perché la Chiesa non vuole *. E che non perde occasione di dichiarare urbi et orbi la sua fede (fosse mai che la notizia non arrivi al papa?). Gli altri, i reduci dei vari spacchettamenti del Pc prima, di Rifondazione comunista e Comunisti italiani poi, contano poco e soprattutto sono poco affidabili, così impegnati nel parlarsi addosso e nel continuare a dividersi piuttosto che a unire le poche forze di sinistra del paese (e chissà che una volta in parlamento non adottino i "compromessi" alla Bersani?).

Poi, né a destra né a sinistra ma schierati di volta in volta con chi condivide le loro iniziative - non lo hanno mai nascosto -, ecco i Radicali. Ai quali dobbiamo certamente riconoscere le battaglie storiche per i diritti quali aborto e divorzio nonché quelle attuali per l'autodeterminazione della persona (anche in tema di maternità), l'uguaglianza e la non discriminazione. Ma i Radicali danno affidabilità politica? No. E molti non riescono proprio a perdonare loro l'alleanza con il Pdl di Silvio Berlusconi che li ha visti protagonisti di uno dei peggiori governi della storia repubblicana.

Questo per i partiti storici. Sul fronte del "nuovo", invece, il Movimento cinque stelle, come la Lega, non merita parole se vogliamo continuare a parlare di laicità. Oltre a internet per tutti e tanti validi suggerimenti energetici, il programma non contiene neanche un timido accenno al tema dei diritti, al di là di cosa abbia dichiarato il suo capo ieri sui matrimony gay (tanto per dare un po' addosso al Pd dopo la dichiarazione di Enrico Letta «meglio votare Pdl che M5s»). E quindi ognuno la pensa come gli pare. Poi c'è Democrazia atea, un nuovissimo schieramento che ancora non ha mai partecipato ad alcuna consultazione elettorale - anche locale -, a promuovere una democrazia senza dio (atea, appunto). Se appare fondato oggi in Italia creare un partito che per missione rivendichi il principio costituzionale di laicità, ci si domanda tuttavia se questo basti ad adottare una linea chiara e condivisa, ma soprattutto adeguata, anche per tutti gli altri aspetti che regolano la vita di un paese.

All'elettore laico - e di sinistra - si chiede quindi da qui a pochi mesi un voto di fiducia o di protesta o la solita scelta del meno peggio. Oppure di sacrificare, come fino a oggi è avvenuto, i principi base della democrazia per poter sperare in una decente rappresentanza in parlamento che preservi l'Italia da un Berlusconi V. Salvo poi pentirsi e ricominciare a chiedersi, tra cinque anni, chi votare. O addirittura "se" votare.

* Aggiornamento del 16 luglio. Vendola avrebbe cambiato idea. Ecco cosa scrive su Twitter e Facebook: «Sono per il sì ai matrimoni gay perché il Medioevo italiano è durato troppo. Basta frammenti di diritti, vogliamo diritti interi, uguali per tutti. Finalmente crolla il muro dell'ipocrisia e la politica è costretta a fare i conti con questa sacrosanta richiesta. I Pacs turbavano i cardinali e il Centrosinistra inventò i Dico. Fu triste. L'amore ha un nome semplice: matrimoni gay».

Cecilia Calamani

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Commenti
  • Xsara 17/07/2012 alle 01:32:33 rispondi
    Italiani: due pesi e due misure?
    Radicali: "E molti non riescono proprio a perdonare loro l'alleanza con il Pdl di Silvio Berlusconi che li ha visti protagonisti di uno dei peggiori governi della storia repubblicana.", ma poi gli italiani fanno finta di dimenticarsi che sono stati loro "Ai quali dobbiamo certamente riconoscere le battaglie storiche per i diritti quali aborto e divorzio nonché quelle attuali per l'autodeterminazione della persona (anche in tema di maternità), l'uguaglianza e la non discriminazione."

    E perdonano l'incongruenza dei comunisti, che grazie anche ai voti del PCI vennero inseriti i Patti Lateranensi nella Costituzione.
  • Salvatore Veneruso 17/07/2012 alle 12:25:45 rispondi
    La domanda che si pone nell'articolo su Democrazia Atea è più che legittima : "Se appare fondato oggi in Italia creare un partito che per missione rivendichi il principio costituzionale di laicità "
    La risposta tuttavia è desumibile dal programma di DA che spazia dalle tematiche economiche a quelle militari, dal conflitto di interessi alle energie rinnovabili.
    La nostra linea politica è chiara. Non credo che negli attuali schieramenti politici ce ne sia un altro ,altro a DA, che abbia espresso chiaramente che bisogna abrogare il Concordato fra Stato Italiano e Stato del Vaticano , e che faccia di questo, parte integrante del programma politico e del suo statuto.
  • Panda 18/07/2012 alle 14:32:23 rispondi
    Cara Xsara, la differenza è che il PCI non esiste più e i deputati comunisti alla Costituente sono morti mentre i radicali sempre quelli sono (peraltro sulle nefaste contraddizioni dei radicali, Pannella in primis, ha scritto, con estrema chiarezza, un osservatore non certo malevolo come Massimo Teodori nel suo Contro i clericali). Detto questo, ti assicuro che io, che cristiano non sono, a chi è vivo non perdono proprio niente, come per esempio il plauso ai carri armati sovietici in Ungheria nel '56 calorosamente elargito dall'attuale beneamato e indiscutibile Presidente della Repubblica.
    Come laico che dovrà votare dico che la mia priorità in questo momento è l'economia: se peggiora più di tanto la stessa società rischia di sfaldarsi (se in Grecia avvengono ormai regolarmente aggressioni agli immigrati e anche in Italia aumentano razzismo e discrimazioni non è certo un caso): chi vuol costruire diritti sul dogma del mercato (tanto apprezzabile per certe cose, assai meno per altre) o ignorando il welfare edifica sulle sabbie mobili.
  • Xsara 19/07/2012 alle 21:00:45 rispondi
    Caro Panda,
    Guarda che non difendo, né "pubblicizzo" alcun partito, non l'ho mai fatto e non inizio certamente adesso, quindi non so cosa risponderti al riguardo.

    L'introduzione dell'euro non mi pare sia stata fatta per il bene dei cittadini europei, ma per arricchire pochi e impoverire tanti. Ora, se l'Europa ha voglia di essere competitiva su livello globale continuerà su questa scia, inglobando ancora altri paesi, Turchia in primis. E penso che abbasserà ancora il tenore di vita ai suoi cittadini, e mi sembra che lo stia già facendo, abituandoci a piccole dosi.
    Perciò non so se ci siano ancora politici o partiti in grado di prometterci l'impromettibile.

    Ti fa onore che non hai avuto difficoltà di riconoscere apertamente gli scheletri nell'armadio dell'attuale Presidente della Repubblica. Ora non voglio stare qui ad affondare la spada ancora di più nella ferita, facendoti riflettere su come mai dopo i fatti d'Ungheria solo alcuni hanno avuto la decenza e l'onestà intellettuale di allontanarsi dal partito e la maggioranza si è guardata bene di farlo...
  • Anonimo 20/07/2012 alle 01:34:38 rispondi
    Cara Xsara,
    hai lamentato un'incongruenza e ti ho spiegato perché dal mio punto di vista incongruenza non c'è; dove tu veda un'accusa di propaganda da parte mia davvero non mi riesce di capirlo.
    Che la strada follemente intrapresa dall'Europa sia un'indispensabile strumento per "competere a livello globale" è uno di quei luoghi comuni che ha il pregio di essere confortante (perché almeno ci sarebbe una razionalità, severa ma inevitabile) ma che è incredibile resista all'evidenza dei disastri che la rigidità della moneta unica ha prodotto di fronte allo shock esogeno provocato dal collasso dei subprime americani (il paese della zona euro, ma ancora dotato di una propria valuta, i cui interessi sul debito pubblico dormono i sonni più tranquilli è la Danimarca (http://www.bloomberg.com/news/2012-07-09/euro-split-case-drives-danish-krone-appeal-in-binary-bet.html): forse nei marosi della globalizzazione la flessibilità dopotutto fa aggio sulla dimensione). Ti aggiuno un dato: se prendiamo il periodo 1995-2010 in media il saldo commerciale consolidato dell'eurozona (cioè escludendo il commercio intra-zona) è stato dello 0.1%; ovvero se ci stiamo facendo del male la colpa non è dei cinesi o degli amerikani. Ti dico di più: nessuno ce lo promette ma io sono piuttosto convinto che l'euro salterà da solo, quindi non si tratterebbe di promettere l'impossibile ma di gestire le inevitabili conseguenze dei propri disastri: che è chiedere molto a una classe politica, mi rendo conto.
    Ti ringrazio infine per il complimento, ma probabilmente non è molto meritato: io non ho nessuna simpatia comunista né passata, se non altro per questioni anagrafiche, né tantomeno presente: D'Alema che spiega che Monti è un soggetto politico degno di essere reclutato nella "sinistra europea" lo considero un degno nipotino di Togliatti. Affonda pure, quindi: la ferita non è mia (dubito peraltro che riuscirai a rivelarmi qualcosa che non so).
  • Xsara 20/07/2012 alle 13:33:17 rispondi
    Caro Anonimo (ma scommetto che sei Panda),

    Ahhh, già: il PCI! Che brutta bestia!
    E' vero che il PCI non esiste più ed è anche vero che "i deputati comunisti alla Costituente sono morti", ma non vorrai mica dire che i carissimi compagni si sono estinti. Il lupo cambia il pelo, ma non il vizio (oggi li ritrovi camuffati, ma appena aprono bocca...), perciò per me non esiste alcuna incongruenza! Ed è vero che i radicali sono sempre quelli, e per fortuna direi.

    Non ho detto che mi hai accusata di qualcosa, ho voluto soltanto mettere le mani avanti.

    Al tuo "a chi è vivo non perdono proprio niente, come per esempio il plauso ai carri armati sovietici in Ungheria nel '56 calorosamente elargito dall'attuale beneamato e indiscutibile Presidente della Repubblica.", il complimento è più che meritato. Ma tu sentiti libero di fraintenderlo.
    Il mistero per cui tu abbia poi dedotto che ti ho dato del comunista davvero non riesce neanche a me di capirlo... E "la ferita" non ho detto che sia tua, quindi puoi anche rilassarti perché non ho alcuna intenzione di metterti in imbarazzo rivelandoti il quarto segreto di Fatima che non esiste: se dico "non ho voglia di stare qui..." significa semplicemente che "aggiungo questo al tuo discorso e chiudo." ;)
  • Panda 20/07/2012 alle 14:51:58 rispondi
    Cara Xsara,
    mi scuso per il distratto anonimato: ovviamente sono Panda. Concordo senz'altro che gli ex PCI sono, in un contesto molto diverso, assai nefasti (ho portato un esempio per me abbastanza persuasivo), ma continua a sembrarmi poco sensato rimproverare loro atti che non hanno compiuto quando ce ne sono molti di cui sono invece direttamente responsabili (l'indecorosa sceneggiata sui matrimoni gay è solo l'ultima in ordine di tempo); dissento dal tuo "per fortuna" riguardo ai radicali: da quando Pannella ha trasformato il partito radicale nel "primo partito personale e personalistico in cui l'ideatore doveva giganteggiare nel deserto di uomini e strutture" (M. Teodori, Contro i clericali, Longanesi, Milano, 2009, pp. 107-108) i risultati positivi per la laicità che è riuscito a conseguire son presto detti: nessuno (personalmente trovo irritante che neanche dicano chiaro e tondo che l'obiezione di coscienza dei medici abortisti oggi è insensata e andrebbe abolita).
    Per quanto io non abbia detto che mi avresti dato del comunista, mi chiedo come potrebbe farmi onore una constatazione dell'ovvio sui comunisti italiani se questa non risultasse per me in qualche modo scomoda: ho ipotizzato mi attribuissi implicitamente una simpatia comunista, sennò che senso avrebbe? Mi auguro di aver sciolto il mistero; ripeto solo che è impossibile mettermi in imbarazzo rivelandomi scomode verità sui comunisti.
  • Xsara 21/07/2012 alle 02:02:18 rispondi
    Caro Panda,
    Reputandoti una persona intelligente, non avevo dubbi sullo "scioglimento del mistero".
  • Anonimo 14/12/2012 alle 09:54:43 rispondi
    E poi c'è Democrazia Atea.
  • Rossano Casagli 14/12/2012 alle 10:33:57 rispondi
    E via di luogocomunismo.
    La solita antica coprbelleria, se ripetuta migliaia di volte, alla fine diventa vera:

    la famigerata alleanza (che fu invece, al contrario, una sorta di appropriazione da parte della neonata Forza Italia dei temi radicali, incluso l'appoggio per il referendum per la legalizzazione delle droghe leggere) e' durata UN mese (a meta' maggio '94 era gia' saltata, visto che in quell'UNICO mese il governo si era gia' mosso in direzione OPPOSTA a quanto sottoscritto e sbandierato in campagna elettorale), di un governo durato OTTO mesi (cadde a dicembre '94). Ma di che si parla?
    La questione e' invece scoperta: nel consueto stile di una certa sinistra, speculare a certa destra, si pretenderebbe obbedienza totale, cieca ed assoluta nei confronti dei diktat provenienti da "quelli che contano", quelli che "sanno quale e' il nostro bene"
    Belle fìe, deh...

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