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Ragione e Pregiudizio

La mela avvelenata

Un 7 giugno dei sessuofobi anni Cinquanta ingurgita la sua mela avvelenata il matematico e crittoanalista inglese Alan Turing, facendo il suo ingresso nell'eternità in maniera un po' diversa dalla stucchevole Biancaneve.

Belinda Malaspina
giovedì 7 giugno 2012 11:28

Il controllo sulla sessualità non è una favola: è uno dei bocconi avvelenati più subdoli e pericolosi della storia del potere dell'umanità sull'umanità, uno di quelli che manderebbero all'altro mondo per indigestione persino l'orco più incattivito del reame.

Un 7 giugno dei sessuofobi anni Cinquanta ingurgita la sua mela avvelenata il matematico e crittoanalista inglese Alan Turing, facendo il suo ingresso nell'eternità in maniera un po' diversa dalla stucchevole Biancaneve. Turing è un personaggio tanto geniale e affascinante quanto scomodo.
Elaboratore di una importantissima teoria matematica che da lui prende il nome, la cosiddetta Macchina di Turing, durante il secondo conflitto mondiale è impegnato nella decrittazione di codici bellici tedeschi, italiani e giapponesi, permettendo di fatto agli Alleati di vincere la guerra. In tutta risposta il governo britannico, pazzesco ma vero, lo accusa del «reato di omosessualità» in un periodo in cui questa vergognosa affermazione è ancora possibile. In seguito ad incaute dichiarazioni riguardo alla propria sfera sessuale, rilasciate nel corso di un processo in cui il matematico accusa di furto un partner di sesso maschile da lui stesso ospitato, Turing viene costretto alla castrazione chimica che ovviamente gli devasta il bel corpo atletico e l'ancor più bella ed ancor più atletica mente. Le conseguenze della massiccia assunzione di ormoni femminili lo spingono al suicidio mediante la mela avvelenata di cui sopra.

Così l'Inghilterra, una delle più antiche democrazie europee, ringrazia le risorse umane più belle del reame: da Wilde a Turing passano molti, troppi anni, che mostrano quanto sia difficile imparare dai propri errori. E lo scrittore Edward Morgan Forster, anch'egli migrato a miglior vita proprio il 7 giugno quantunque in più serene circostanze, e anch'egli inglese, pubblicherà solo postumo il proprio romanzo sull'omosessualità «Maurice». E' un caso? Cinquant'anni dopo quei fatidici anni Cinquanta, il che non è male al confronto con i secoli impiegati dalla Chiesa per fare pubblica ammenda dei roghi dell'Inquisizione, il governo britannico chiederà ufficialmente scusa per il suicidio di Turing. Ma quali sono le speranze per il futuro in un'Europa in cui non esiste ancora, di fatto, la possibilità di godere degli stessi diritti per eterosessuali ed omosessuali? Ed anzi, un'Europa che si trova ancora a distinguere tra eterosessuali ed omosessuali? Anche questa non è una favola. E' una mela avvelenata che siamo costretti a ingurgitare tutti i giorni.


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